Cava de’ Tirreni, IL VIAGGIO DELLE IDEE: Lectio magistralis del giudice Vincenzo Senatore sull’evoluzione della Magistratura nel nostro Paese
Ieri mattina presso l’Auditorium dell’I.I.S “Della Corte – Vanvitelli” di Cava de’ Tirreni il quinto appuntamento della VI edizione
Il quinto appuntamento della sesta edizione de Il Viaggio delle Idee, che si è tenuto ieri mattina presso l’Auditorium dell’I.I.S “Della Corte – Vanvitelli”, ha avuto come protagonista il dott. Vincenzo Senatore, Sostituto Procuratore Generale della Corte di Cassazione, sul tema Magistratura, un viaggio nel tempo. Come era, come è, come potrebbe cambiare.
L’evento, che ha visto l’attenta partecipazione degli studenti degli istituti superiori metelliani partner dell’iniziativa, è stato l’occasione per apprezzare una vera e propria lectio magistralis sulla Magistratura tenuta dal dott. Senatore con grande competenza ma anche semplicità e chiarezza.
Dopo il saluto di Franca Masi, dirigente scolastica dell’IIS “Della Corte – Vanvitelli”, il sostituto procuratore generale Senatore -sollecitato dalle domande della giornalista Angela Senatore, redattrice di Ulisse on line– ha iniziato il suo intervento partendo dalla Costituzione, spartiacque temporale ma soprattutto istituzionale, che, modellando l’Italia sulla forma di una Repubblica democratica basata sulla separazione di poteri, ha riconosciuto autonomia e indipendenza alla Magistratura.
Il dott. Senatore ha poi sottolineato come “compito dei magistrati è dare un’anima ad un corpo inanimato qual è la legge”, enucleando così il passaggio da una giustizia che si limita all’applicazione della legge ad una che la interpreta, calandosi nella realtà sociale e culturale del Paese.
A tal fine, il dottore Senatore ha riconosciuto a più riprese il ruolo fondamentale degli avvocati nella spinta ad una interpretazione evolutiva delle leggi. In questo senso, ha continuato, “compito del magistrato è stare nella società, non chiuso nelle sue stanze, pur rimanendo terzo ed imparziale. È anzi necessario che il magistrato si confronti con l’esperienza ed è anche bene che avvocati e magistrati si formino e si confrontino costantemente”.
Come sempre, interessanti e brillanti le domande degli studenti. “Cosa dovrebbe conservare il magistrato di oggi rispetto a quello del passato?”, è stata la prima domanda, che ha consentito al giudice Senatore di sottolineare una qualità fondamentale ed indefettibile del magistrato: l’equilibrio. “Rappresentato -ha sottolineato- anche simbolicamente dalla bilancia”.
E poi altre domande ancora: sul referendum del mese prossimo, sulla riforma della giustizia, sul rapporto tra magistratura e politica, alle quali il sostituto procuratore Senatore ha risposto, appunto, con equilibrio.
In altre parole, dimostrando concretamente la sua affermazione: “Sono un magistrato e non faccio il magistrato”. Un’asserzione che implica la necessità di mantenere anche nella vita privata, fuori dalla funzione istituzionale, una apparenza (che in questo caso è sostanza) di indipendenza, autonomia, imparzialità. (foto Francesco Cuccaro)







