Cava de’ Tirreni, il Comune relaziona al Prefetto sull’ASCCCA: ora la parola passa ai Ministeri
La relazione inviata dal Comune di Cava de’ Tirreni al Prefetto di Salerno chiarisce l’iter di costituzione dell’Azienda speciale consortile Cava–Costa d’Amalfi, respinge le contestazioni sulla legittimità e sugli aspetti finanziari e ricostruisce i motivi dei ritardi operativi. La risposta politica e amministrativa all’interrogazione parlamentare spetterà ora ai Ministeri del Lavoro, dell’Economia e dell’Interno
La relazione trasmessa dal Comune di Cava de’ Tirreni al Prefetto di Salerno sulla costituzione dell’Azienda speciale consortile Cava–Costa d’Amalfi (ASCCCA) rappresenta l’adempimento formale richiesto dall’autorità prefettizia nell’ambito dell’istruttoria avviata a seguito dell’interrogazione parlamentare presentata dall’on. Imma Vietri. La risposta di merito, tuttavia, spetterà ai Ministeri competenti chiamati in causa – Lavoro e Politiche sociali, Economia e Finanze, Interno – cui l’interrogazione è indirizzata.
Nel documento, firmato dal sindaco Vincenzo Servalli e dall’assessore ai Servizi sociali Giovanni Del Vecchio, l’Amministrazione comunale ricostruisce in modo puntuale l’iter che ha portato, con atto notarile del 27 maggio 2024, alla costituzione dell’ASCCCA da parte dei 14 Comuni dell’Ambito territoriale sociale S2, ai sensi dell’articolo 114 del Testo unico degli enti locali. Con la nascita dell’Azienda speciale consortile, il precedente Piano di Zona è stato superato e non esiste più un Comune capofila, essendo l’ASCCCA dotata di piena autonomia giuridica e di propri organi statutari.
La relazione chiarisce inoltre che molte delle contestazioni riproposte nell’interrogazione parlamentare coincidono con i quesiti già sollevati dal Comune di Atrani davanti alla Corte dei Conti – Sezione regionale di controllo per la Campania. Su tali quesiti, la magistratura contabile, con deliberazione del 23 luglio 2025, ha dichiarato inammissibili quelli riferiti a casi concreti e a profili di legittimità della costituzione dell’Azienda, limitandosi a richiamare principi generali in materia contabile e amministrativa, in quanto non rientranti nella funzione consultiva della Corte.
Quanto agli aspetti economico-finanziari, l’Amministrazione precisa che nella fase costitutiva non era richiesto un piano economico-finanziario in senso stretto, bensì un piano di sostenibilità finanziaria, regolarmente predisposto e allegato alle deliberazioni consiliari dei 14 Comuni. Tale documento ha analizzato costi e ricavi della gestione associata, nel rispetto dei principi di equilibrio di bilancio e di buon andamento della pubblica amministrazione.
Viene inoltre smentita l’interpretazione secondo cui il fondo di dotazione avrebbe dovuto garantire l’autonomia operativa dell’Azienda. Il fondo, per sua natura, ha una funzione essenzialmente normativa e di garanzia verso i creditori e non costituisce una risorsa destinata al finanziamento dei servizi. Di conseguenza, la sua entità – rideterminata con deliberazioni consiliari della maggioranza dei Comuni consorziati – non incide sulla capacità operativa dell’ASCCCA.
In merito ai ritardi nell’avvio dell’Azienda, la relazione evidenzia che essi sono dipesi dalla necessità di apportare modifiche sostanziali allo statuto, approvate dall’assemblea consortile, ratificate dai consigli comunali e formalizzate dal notaio nel dicembre 2025. Nel gennaio 2026 l’assemblea dei soci ha approvato la proposta di bilancio e nelle prossime settimane è previsto il passaggio definitivo di risorse e personale dal Piano di Zona all’Azienda speciale.
Infine, il Comune di Cava de’ Tirreni precisa che dagli atti ufficiali dell’ASCCCA (verbali di assemblea e del cda) la circostanza riferita nella sua nota dal revisore unico dell’aver informato alcuni sindaci dell’ambito e il cda della azienda della necessità di integrare il fondo di dotazione, per cui nessun interrogativo o dubbio può essere sollevato in ordine alla trasparenza, alla corretta informazione degli enti consorziati e alla responsabilità degli atti adottati.
Con la trasmissione della relazione al Prefetto, l’Amministrazione comunale ritiene di aver fornito tutti gli elementi istruttori richiesti. L’eventuale valutazione politica e amministrativa sulla vicenda dell’ASCCCA resta ora demandata ai Ministeri competenti, chiamati a rispondere in sede parlamentare all’interrogazione presentata.







