Cava de’ Tirreni, ieri il quarto e penultimo appuntamento della Lectura Dantis Metelliana 2026
Ospite Michele Bianco, sacerdote, filosofo e teologo, con una relazione tematica su Dante e Maria
Ieri, martedì 24 marzo, presso la Sala Consiliare del Palazzo di Città di Cava de’ Tirreni, si è tenuto il quarto e penultimo appuntamento della Lectura Dantis Metelliana, che ha avuto come ospite Michele Bianco, sacerdote, filosofo e teologo, con una relazione tematica su Dante e Maria.
Padre Michele Bianco, noto per la sua sensibilità mariana e la profonda dottrina, ha esplorato il legame tra il dogma cristiano incarnato dalla Vergine Maria e i versi danteschi.
Maria, afferma Padre Michele, è una figura centrale nel “divin Poema”, un ponte necessario per raggiungere la salvezza divina: già nel II Canto dell’Inferno viene menzionata da Beatrice, che rivela a Virgilio che la Vergine ha pietà di Dante, smarrito nella “selva oscura”; nel Purgatorio è citata più volte come esempio di virtù e di umiltà, infine, nel Paradiso, la sua immagine sul seggio più luminoso della Rosa celeste chiuderà il Poema.
Celebre è la preghiera di San Bernardo nel XXXIII Canto, che presenta delle espressioni ossimoriche (“Vergine Madre, figlia del tuo figlio, / umile e alta più che creatura”) sulle quali Padre Michele si è soffermato, sottolineando come la Teologia costituisca una chiave ermeneutica fondamentale per comprendere più a fondo la Divina Commedia.





