scritto da Redazione Ulisseonline - 01 Marzo 2026 10:29

Cava de’ Tirreni, esplode la polemica sul nuovo Viale De Filippis: residenti contro il cambio di nome

La decisione dell’amministrazione di rinominare Viale degli Aceri in onore di Federico De Filippis accende il dibattito sui social. Residenti, esercenti e movimenti civici denunciano una scelta “imposta” e chiedono di rispettare la toponomastica storica. Tensioni anche con alcuni familiari dell’ex sindaco

A Cava de’ Tirreni continua a crescere la polemica attorno alla decisione dell’Amministrazione comunale di intitolare l’attuale Viale degli Aceri a Federico De Filippis, già sindaco della città e dirigente nazionale del Ministero della Pubblica Istruzione. L’annuncio della cerimonia ufficiale, con scopertura della targa e commemorazione, ha riacceso un dibattito che da settimane si sviluppa sui social, coinvolgendo residenti, movimenti civici e familiari dell’ex primo cittadino.

Il fronte più compatto del dissenso è rappresentato dai residenti e dagli esercenti del viale, che attraverso un lungo intervento pubblicato da O. C. hanno ribadito la loro “ferma contrarietà” alla modifica della denominazione.

Nel testo si ricorda come la comunità avesse già espresso la propria posizione tramite una petizione e una raccolta firme indirizzate al sindaco, agli assessori, ai consiglieri comunali e alla Commissione Toponomastica. Secondo quanto riportato, la volontà dei cittadini sarebbe stata ignorata nonostante fosse stata comunicata per tempo, anche in occasione di precedenti tentativi di cambiare il nome della strada.

La scelta di procedere “a fine mandato e a pochi mesi dall’avvio della campagna elettorale” viene percepita come una forzatura, aggravata dal silenzio di amministratori e consiglieri che, pur conoscendo il dissenso, non sarebbero intervenuti. O. C. sottolinea che la contestazione non riguarda la figura di F. De Filippis, ricordato con rispetto, ma il metodo adottato: “La memoria non può essere imposta né diventare motivo di divisione”.

Nel dibattito emergono anche richiami normativi. Vengono citati il Regio decreto-legge 10 maggio 1923 n. 1158, che impone un’istruttoria approfondita per il cambio di toponimo, l’obbligo di parere del Ministero dei Beni Culturali o della Soprintendenza e i principi del regolamento toponomastico comunale, che tutela i nomi storici e impone di ridurre al minimo l’impatto sui cittadini. Si richiamano inoltre orientamenti recenti del Consiglio di Stato, secondo cui il cambio di denominazione è illegittimo quando ignora un toponimo consolidato nella prassi e non risponde a necessità oggettive di interesse pubblico.

Il post di O. C. ha raccolto numerosi commenti.

G. M. critica duramente la decisione, mentre S. A. esprime rammarico per la necessità di opporsi all’intitolazione “alla memoria di una persona di siffatta grandezza”, pur ritenendo che la scelta sia stata costruita su basi sbagliate. Anche lei invita l’Amministrazione a riconsiderare la decisione e ad ascoltare i cittadini. In un ulteriore intervento, O. C. ribadisce di ricordare “con affetto” F. De Filippis, ma definisce inaccettabile “l’imposizione” di un cambio di nome che riguarda una via storica e radicata nell’identità del quartiere.

Alla discussione si aggiunge anche il movimento Riprendiamoci Cava, che parla di “ennesimo paradosso” della città. Nel loro intervento si sottolinea come esistano zone periferiche prive di denominazione ufficiale, con disagi concreti per i residenti, mentre si interviene su una strada che “un nome ce l’ha già ed è anche un bel nome”. Il movimento evidenzia i possibili disagi logistici ed economici derivanti dal cambio di toponimo: aggiornamento di documenti, indirizzi fiscali, contratti, recapiti. “Chi paga tutto questo? Perché imporre un cambiamento a chi non lo ha chiesto?”, si legge nel testo. Riprendiamoci Cava sostiene la mozione contro la nuova intitolazione, ritenendo che vi sia ancora tempo per aprire un confronto serio con i residenti e trovare soluzioni condivise.

Il dibattito si è ulteriormente acceso con l’intervento di alcuni familiari dell’ex sindaco. La discussione si è fatta più tesa quando alcuni utenti hanno accusato i parenti di aver assunto toni poco concilianti, trasformando la vicenda in una questione personale. Un utente identificato come I. V. N. ha precisato che la protesta “non è contro la famiglia De Filippis”, ma contro un metodo ritenuto non rispettoso della comunità, aggiungendo che “le onoranze non si pretendono, si creano”.

La domanda che chiude il testo di O. C. sintetizza il sentimento diffuso tra i residenti: “Quando passeremo davanti a quella targa, cosa penseremo? Sarà un segno condiviso di memoria o il simbolo di una decisione non voluta?”.

In attesa della cerimonia ufficiale, la discussione resta aperta e il clima appare tutt’altro che pacificato come da un altro post di A. S. che qui riprendiamo:

 

Nel frattempo, i residenti si stanno organizzando per promuovere delle iniziative anche eclatanti per contrastare la decisione del Comune e si sono dati appuntamento per un’assemblea allargata a tutti i cittadini cavesi per la serata di domani proprio a viale degli Aceri.

Ad ogni modo, quel che rammarica in tutta questa vicenda è che, inevitabilmente, finisce per essere coinvolta anche la memoria del Commendatore Federico De Filippis, figura che nella sua lunga attività di dirigente del Ministero della Pubblica Istruzione e di amministratore cittadino e provinciale ha dato un contributo decisivo al benessere della comunità e alla crescita della città. È ricordato da molti per le sue qualità umane, per la generosità e la disponibilità verso tutti, in particolare verso i più bisognosi.

A questo punto una domanda appare inevitabile: si riuscirà a trovare un punto di incontro, una soluzione che possa soddisfare tutti ed evitare una frattura che, oltre a essere spiacevole, rischia di rivelarsi anche profondamente inopportuna?

Rivista on line di politica, lavoro, impresa e società fondata e diretta da Pasquale Petrillo - Proprietà editoriale: Comunicazione & Territorio di Cava de' Tirreni, presieduta da Silvia Lamberti.

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