Cava de’ Tirreni, Alessandro Marinella protagonista del Believers Meeting: 112 anni di storia napoletana tra tradizione e futuro
Oggi Marinella non è più soltanto sinonimo di cravatte, che restano il cuore pulsante del brand, ma un vero e proprio lifestyle
«Ogni uomo è fautore della propria fortuna». È da questa affermazione, semplice e al tempo stesso densa di significato, che ha preso forma l’incontro che ha visto protagonista Alessandro Marinella, quarta generazione della storica maison napoletana, ospite del Believers Meeting, svoltosi lo scorso 20 gennaio a Cava de’ Tirreni in un clima di grande partecipazione e attento ascolto.
Un appuntamento che si è trasformato in molto più di un racconto d’impresa: un dialogo aperto con il pubblico, capace di intrecciare memoria storica, visione imprenditoriale e responsabilità verso il territorio, restituendo il senso profondo di un percorso lungo oltre un secolo.
Nel corso dell’incontro, Alessandro Marinella ha guidato i presenti in un viaggio che affonda le sue radici nel 1914, anno in cui il bisnonno Eugenio Marinella ebbe l’intuizione di portare a Napoli l’eleganza inglese, in un’epoca in cui parlare di globalizzazione era ancora impensabile. Senza conoscere la lingua, senza strategie di marketing e senza la consapevolezza di costruire un brand, nacque un progetto fondato su intuito, coraggio e concretezza.
Da un piccolo negozio di appena 20 metri quadrati, la maison Marinella è diventata nel tempo un punto di riferimento internazionale, attraversando guerre, crisi economiche e profondi mutamenti sociali. Emblematico il periodo del secondo conflitto mondiale, quando l’interruzione dei rapporti con l’Inghilterra portò alla nascita della prima cravatta a marchio Marinella, destinata a diventare un’icona di stile riconosciuta in tutto il mondo.
Entrato in azienda in età giovanissima, Alessandro Marinella ha raccontato con grande sincerità l’impatto iniziale con una realtà che, dietro il prestigio del nome, richiedeva una profonda riorganizzazione. Da qui ha preso avvio un processo di trasformazione basato su managerializzazione, investimenti, nuove competenze e una visione moderna capace di coniugare tradizione e innovazione.
Oggi Marinella non è più soltanto sinonimo di cravatte, che restano il cuore pulsante del brand, ma un vero e proprio lifestyle, un’esperienza che racconta un’eleganza fatta di emozione, artigianalità evoluta e visione contemporanea.
Particolarmente apprezzato dalla community è stato il passaggio dedicato al cosiddetto “dilemma del pasticciere”: restare artigiani puri o diventare imprenditori. Una scelta che ha accompagnato per anni la famiglia Marinella e che oggi trova un equilibrio nuovo, in cui il saper fare resta centrale, ma supportato da una strategia solida e consapevole.
Significativi anche i risultati raggiunti negli ultimi anni, con una crescita del fatturato, lo sviluppo dell’e-commerce come leva strategica e l’ampliamento dell’offerta di prodotto, orientata a una maggiore diversificazione senza rinnegare l’identità del marchio.
Durante l’incontro si è parlato anche delle proposte di acquisizione ricevute da grandi gruppi internazionali e delle motivazioni che hanno portato la famiglia Marinella a rifiutare. Una scelta che nasce da un profondo senso di responsabilità verso la propria storia, la città e il territorio.
«Vendere significherebbe tradire oltre un secolo di storia – ha sottolineato Marinella – e soprattutto tradire Napoli. Dimostrare che si possono costruire eccellenze partendo da qui e restando qui è una scelta quotidiana».
Numerosi, infine, gli aneddoti che hanno restituito il prestigio internazionale del brand, dai capi di Stato agli attori, fino ai rapporti con figure di primo piano della scena politica e imprenditoriale mondiale.
Il messaggio conclusivo, rivolto in particolare ai giovani e agli imprenditori presenti, è stato chiaro: uscire dalla comfort zone, non innamorarsi ciecamente delle proprie idee e avere il coraggio di cambiare direzione, se necessario, senza perdere la propria identità.
Ancora una volta, il Believers Meeting si conferma come uno spazio di confronto autentico e ispirazione, capace di trasformare una storia d’impresa in un racconto collettivo di valori, visione e futuro.







