scritto da Redazione Ulisseonline - 09 Gennaio 2026 07:57

Atrani sbatte la porta in faccia all’ASCCCA: “Niente fondi finché non c’è chiarezza”

Il sindaco Michele Siravo gela l'Azienda Speciale e gli altri Comuni dell'Ambito S2: sospesa l'adesione e bloccato il versamento della quota di dotazione. Nel mirino le "sostanziali criticità" e i dubbi della Corte dei Conti

Non è solo una questione di cifre, ma di legittimità e visione politica. Il Comune di Atrani ha scelto la linea della fermezza, inviando un segnale inequivocabile ai vertici dell’ASCCCA (Azienda Speciale Consortile per la Gestione delle Politiche Sociali dell’Ambito S2) e a tutti i sindaci del comprensorio. Con una nota ufficiale firmata l’8 gennaio 2026, il sindaco Michele Siravo ha confermato il “no” secco al versamento della quota del Fondo di dotazione.

La tensione non è nata ieri. Già lo scorso 28 ottobre 2025, il Consiglio Comunale di Atrani aveva deliberato non solo il rifiuto delle modifiche statutarie dell’Azienda, ma soprattutto la sospensione dell’efficacia dell’adesione stessa all’ente consortile. Una decisione figlia di “sostanziali criticità” che pesano come macigni, supportate dai pareri della Corte dei Conti della Campania (n. 224/2025) e del Revisore dei Conti comunale.

Nonostante la delibera di sospensione fosse già nota dal giorno successivo alla sua approvazione, le richieste di denaro da parte dell’Azienda Speciale sono continuate ad arrivare, l’ultima lo scorso 2 gennaio. Un atteggiamento che Atrani non è più disposta a tollerare. “Non sussistono, allo stato attuale, le condizioni per procedere al conferimento della quota”, taglia corto il Sindaco nella nota.

Il messaggio è chiaro: Atrani non intende fare il “bancomat” di un ente su cui gravano nubi istruttorie ancora fitte.

Siravo non si limita a difendere il bilancio del proprio Comune, ma lancia una sfida politica a tutto l’Ambito S2. Il supplemento istruttorio necessario per superare lo stallo “non può essere svolto dal solo Comune di Atrani”, ma richiede un confronto condiviso tra tutti i sindaci e l’Azienda. In assenza di una soluzione coerente con il quadro normativo, la battaglia potrebbe spostarsi dai tavoli politici a quelli giudiziari: il Comune si è infatti riservato il diritto di adire le competenti Autorità qualora l’Azienda prosegua con richieste ritenute illegittime senza aver prima risolto le criticità segnalate.

clicca qui per leggere la nota del  Comune di Atrani

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