Atrani dice basta: “Stop agli allarmismi, la Costiera ha problemi veri”
Il Comune smentisce le voci su presunti finanziamenti a rischio e lancia una stoccata ai Sindaci: meno giochi di potere, più strade sicure, case per i residenti e difesa del territorio
Atrani alza la voce e lo fa senza giri di parole. Dal borgo più piccolo della Costiera Amalfitana parte una presa di posizione netta che smonta, punto per punto, le voci circolate nei giorni scorsi su un presunto rischio di perdita di finanziamenti legato al ruolo della Conferenza dei Sindaci. Secondo il Comune, si tratta di affermazioni infondate, prive di qualsiasi base giuridica, che rischiano solo di alimentare confusione e tensioni inutili.
Nel comunicato istituzionale diffuso il 15 gennaio, l’Amministrazione chiarisce un concetto tanto semplice quanto ignorato nel dibattito pubblico: la Conferenza dei Sindaci non è un ente giuridico e non può essere titolare di finanziamenti pubblici. Punto. Le risorse, per legge, vanno ai Comuni o a organismi formalmente costituiti. Parlare di fondi a rischio significa, quindi, costruire un allarme che non esiste.
Ma il messaggio di Atrani va oltre la smentita tecnica e assume un tono politico chiaro, quasi di rottura. Il vero problema, secondo il Comune, non è chi guida o rappresenta la Conferenza, ma il tempo e le energie sprecate in discussioni sui ruoli, mentre la Costiera affronta emergenze quotidiane sotto gli occhi di tutti.
A partire dalla viabilità, nervo scoperto del territorio: ogni frana sulla SS 163 si traduce in ore di isolamento, studenti bloccati, lavoratori in difficoltà, cittadini che non riescono a raggiungere ospedali e servizi essenziali. Atrani chiede strade chiuse solo per il tempo strettamente necessario, squadre di pronto intervento operative, procedure rapide e risorse certe. Non parole, ma un documento unitario firmato da tutti i Sindaci.
Poi c’è l’emergenza abitativa, definita senza mezzi termini una vera questione sociale: affitti fuori controllo, alloggi introvabili per i residenti, giovani costretti a lasciare i paesi, con il rischio concreto di trasformare la Costiera in una cartolina senza anima.
E infine il dissesto idrogeologico, ferita ancora aperta soprattutto ad Atrani, che dal 2010 convive con la consapevolezza di un territorio fragile, troppo spesso affrontato solo in chiave emergenziale e mai con una pianificazione strutturata e condivisa.
Il messaggio che arriva dal borgo costiero è diretto e difficilmente equivocabile: meno attenzione alle cariche, più attenzione alle persone. Meno comunicati autocelebrativi, più risultati misurabili. Perché, come ricorda Atrani, la credibilità delle istituzioni non si misura dai ruoli che si ricoprono, ma dai problemi che si risolvono.
Una presa di posizione che, nel silenzio generale, suona come una sfida aperta al modo in cui la politica locale sta affrontando – o evitando – le vere priorità della Costiera Amalfitana.
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