Atrani, continua il tormentone dell’ASCCCA: il Revisore dei conti conferma la necessità di integrare il fondo dell’Azienda Speciale. Il Comune chiede chiarezza
Il Comune di Atrani ha ricevuto il riscontro formale del Revisore dell’ASCCCA, che riconosce la necessità di integrare il fondo di dotazione dell’Azienda Speciale. La posizione dell’Amministrazione si conferma corretta. Restano aperti cinque quesiti tecnici, mentre emergono nuovi elementi che richiedono trasparenza su comunicazioni, bilanci e atti già adottati dagli altri Comuni dell’Ambito
Nuovo capitolo nella vicenda dell’Azienda Speciale Consortile del Piano di Zona S2. L’11 dicembre 2025 è giunta al Comune di Atrani la risposta ufficiale del Revisore dei conti dell’ASCCCA, dott. Rocco Leo, ai quesiti inoltrati dal Sindaco nei giorni scorsi. Una nota che, sotto diversi aspetti, conferma la correttezza delle osservazioni avanzate dall’Amministrazione atranese e apre ulteriori richieste di approfondimento.
Il punto centrale riguarda il fondo di dotazione dell’Azienda Speciale, che l’Assemblea aveva ridotto nelle ultime sedute. Secondo il Revisore, il fondo dovrà necessariamente essere integrato al momento dell’avvio delle attività. Una precisazione che, di fatto, conferma l’inadeguatezza della rideterminazione “a ribasso” contestata dal Comune di Atrani, che nei mesi scorsi aveva sospeso l’approvazione degli atti proprio in attesa di un parere tecnico più chiaro.
Il Revisore precisa inoltre che la necessità di integrare il fondo sarebbe stata comunicata ad “altri Sindaci dell’Ambito” e al CdA dell’Azienda. Un’informazione che Atrani afferma di apprendere soltanto ora e sulla quale ha chiesto un chiarimento formale: quando, dove e a chi è stata resa tale comunicazione, e se esiste un verbale che lo attesti. Per l’Amministrazione si tratta di un punto essenziale, poiché un elemento così rilevante avrebbe dovuto essere condiviso con tutti i Comuni soci.
Dalla nota emergono anche altri profili che spingono il Comune di Atrani ad ampliare la propria richiesta di chiarimenti. Oltre ai tre quesiti originari, l’Amministrazione ha aggiunto altre due domande. La prima riguarda la situazione dei residui attivi e passivi del Piano di Zona, attualmente contabilizzati nel bilancio del Comune di Cava de’ Tirreni, e destinati a incidere inevitabilmente sulla gestione economico-finanziaria dell’Azienda Speciale. La seconda concerne i criteri adottati dal Revisore per affermare la necessità di integrare il fondo e per determinarne un importo “congruo”. Secondo il Comune, gli enti soci non possono essere chiamati a sostenere impegni finanziari senza dati certi e documentati.
Un altro elemento rilevante evidenziato dal Revisore è che l’Azienda Speciale, allo stato attuale, non ha avviato alcuna attività gestionale, non dispone di contabilità e non ha effettuato movimentazioni finanziarie. Una condizione che sembra in contrasto con alcuni atti approvati da altri Comuni dell’Ambito, presupponendo un’Azienda già pienamente operativa. Sarà quindi necessario verificare la coerenza tra i documenti adottati dagli enti e quanto dichiarato dal Revisore.
In questo quadro, il Comune di Atrani ribadisce la propria disponibilità istituzionale e la volontà di collaborare con gli altri Comuni dell’Ambito S2, ma sottolinea che ogni decisione sull’Azienda Speciale deve poggiare su basi tecniche solide, trasparenza amministrativa e piena conoscenza degli effetti finanziari per ciascun ente. L’Amministrazione, intanto, resta in attesa delle risposte ai cinque quesiti inviati e conferma il proprio impegno nel tutelare gli interessi della comunità e la qualità dei servizi sociali del territorio.
Per Atrani, la ricerca di chiarezza non rappresenta un ostacolo, ma un passaggio necessario per garantire servizi stabili, efficaci e realmente rispondenti ai bisogni dei cittadini, delle famiglie e delle persone più fragili dell’Ambito S2.
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