scritto da Redazione Ulisseonline - 26 Gennaio 2026 08:02

ASCCCA, CDA decaduto: il 29 gennaio l’assemblea chiamata a ricomporre gli equilibri

Le dimissioni dei tre consiglieri espressi dai Comuni della Costiera Amalfitana determinano la decadenza del Consiglio di Amministrazione dell’Azienda speciale consortile per i servizi sociosanitari Cava–Costa d’Amalfi. Assemblea straordinaria convocata a Cava de’ Tirreni per la presa d’atto e la nomina del nuovo CDA, sullo sfondo del nodo dei pesi demografici e politici tra i Comuni soci

La crisi del Consiglio di Amministrazione dell’ASCCCA entra ufficialmente nella fase decisiva. Con le dimissioni dell’Avv. Gaia Onorato, dell’Avv. Manuela Coccorullo e del Dott. Commercialista Andrea Gatto, espressione dei Comuni della Costiera Amalfitana, il CDA dell’Azienda speciale consortile per i servizi socio-sanitari Cava–Costa d’Amalfi risulta di fatto decaduto, rendendo necessaria una sua integrale ricostituzione.

I tre consiglieri dimissionari formavano il Consiglio insieme al presidente Dott. Napoleone Cioffi e all’altro consigliere Avv. Giuseppe Saracino, espressioni dee Comuni di Cava de’ Tirreni. Un equilibrio territoriale che, venuto meno con le dimissioni della componente costiera, ha aperto una fase di stallo istituzionale non più rinviabile.

Per questo motivo è stata convocata un’assemblea consortile straordinaria per il prossimo 29 gennaio, presso il Comune di Cava de’ Tirreni. Un appuntamento chiave per il futuro dell’ente, chiamato a garantire servizi essenziali in ambito sociale e sanitario a un’area vasta e complessa.

Nel dibattito politico che accompagna la vigilia dell’assemblea, c’è chi richiama con forza il tema dei pesi demografici all’interno dell’ASCCCA. L’Azienda conta infatti 14 Comuni soci, da Cava de’ Tirreni a Positano, per un bacino complessivo di circa 90 mila abitanti. Di questi, Cava de’ Tirreni e Vietri sul Mare rappresentano da soli 57 mila residenti, pari a circa il 63% della popolazione complessiva.

Un dato che già oggi si riflette nell’assemblea dei soci, dove i due Comuni esprimono un peso deliberativo pari a tre quinti del totale. Secondo questa impostazione, la stessa proporzione dovrebbe essere garantita anche nella composizione del Consiglio di Amministrazione. Tradotto in termini numerici, su un CDA composto da cinque membri, a Cava e Vietri spetterebbero tre consiglieri, in coerenza con il peso demografico e decisionale che esercitano all’interno del consorzio. Sarà così? Vediamo cosa accadrà giovedì prossimo.

Ad ogni modo, all’ordine del giorno dell’assemblea del 29 gennaio, dopo la nomina del vicepresidente e la presa d’atto formale delle dimissioni dei tre consiglieri, figura infatti al punto 3 la nomina del nuovo Consiglio di Amministrazione. Un passaggio che si preannuncia politicamente delicato, destinato a incidere sugli equilibri tra area metelliana e Comuni della Costiera.

La seduta rappresenterà dunque un banco di prova decisivo non solo per la continuità amministrativa dell’ASCCCA, ma anche per la capacità dei sindaci di ricomporre una governance condivisa, capace di tenere insieme rappresentanza territoriale, peso demografico e funzionalità dell’ente. Gli esiti dell’assemblea diranno molto sul clima politico che attraversa, in questa fase, l’asse Cava–Costiera Amalfitana.

Rivista on line di politica, lavoro, impresa e società fondata e diretta da Pasquale Petrillo - Proprietà editoriale: Comunicazione & Territorio di Cava de' Tirreni, presieduta da Silvia Lamberti.

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