Cava de’ Tirreni, il fallimento di Adesso Cava e la crisi della politica cittadina: ora serve una scelta chiara
Il progetto civico non decolla, i partiti tornano centrali e Adesso Cava ammette il proprio fallimento. Una sconfitta che riguarda l’intera politica locale e che impone, soprattutto al centrosinistra, una decisione rapida e credibile sul candidato sindaco per evitare una vittoria senza rivali del centrodestra
Confesso sinceramente che la lettura del post di Adesso Cava mi ha un tantino rattristato. In realtà, da tempo avevo la sensazione – e in alcune occasioni l’avevo anche scritto – che il progetto di una grande aggregazione civica, ampia e inclusiva, stesse ormai perdendo slancio. I fatti lo dimostravano chiaramente: l’area civica rimaneva ferma, senza riuscire a decollare, mentre i partiti, soprattutto quelli di destra, tornavano a occupare il loro naturale spazio politico. Questo, però, non significa che l’idea civica fosse sbagliata in sé, ma semplicemente che il tempo, in modo inevitabile, ha giocato contro di essa.
Il post di Adesso Cava rappresenta il riconoscimento di un fallimento politico. Può accadere, e non è una tragedia, soprattutto quando c’è il coraggio di ammetterlo apertamente.
Va però detto che quello di Adesso Cava è anche il fallimento di una politica cittadina che, nel suo complesso, fatica a percorrere strade nuove. Manca il coraggio di avviare progetti davvero innovativi e coinvolgenti. Questo documento certifica anche la debolezza politica di molti protagonisti della scena locale, sia di coloro che hanno aderito, in modo più o meno convinto, ad Adesso Cava, sia di quelli che avrebbero dovuto dialogare con questa esperienza o comunque confrontarsi con essa.
A mio avviso, la leadership di Adesso Cava ha mostrato anche un limite strategico evidente: l’assenza di una visione politica più ampia. Avrebbe dovuto provare a svolgere un ruolo di federatore di un mondo civico molto frammentato e disordinato. Non era un compito semplice, ma l’approccio adottato non è stato adeguato alla difficoltà della sfida.
È un peccato, perché Adesso Cava restava comunque la realtà civica più strutturata e organizzata, quella che avrebbe potuto e dovuto rappresentare il perno di un’alleanza più larga, capace di coinvolgere anche l’area moderata, riformista e persino socialista. Così non è stato. Per questo, più che soffermarsi a lungo su colpe e responsabilità, è forse più utile prendere atto di quanto accaduto e provare a capire quali potranno essere i prossimi sviluppi.
E ora cosa accadrà? È probabile che una parte consistente di questo movimento torni, in qualche forma, nel proprio riferimento politico e culturale naturale, cioè il centrodestra. Spetta ora alle forze politiche di quest’area, a partire dal candidato sindaco Raffaele Giordano, aprirsi e accogliere queste persone: non tanto come “figliol prodighi” (anche se in fondo politicamente lo sono), ma come portatrici di un’esperienza politica che, pur non essendo andata a buon fine, resta comunque, almeno in parte, un patrimonio più o meno valido di valori e di idee.
Anche il centrosinistra dovrebbe muoversi nella stessa direzione. Sono molti, infatti, coloro che potrebbero proseguire il proprio impegno politico all’interno di questa coalizione. In particolare, i partiti di centro – come Noi di Centro, Azione e i socialisti – potrebbero trovare nuove energie e figure politiche interessanti e utili.
Paradossalmente, l’uscita di scena di Adesso Cava potrebbe anche accelerare un passaggio che finora è mancato: la scelta del candidato sindaco del centrosinistra. È arrivato il momento di decidere, almeno per chiarire a chi affidare il governo della città in caso di vittoria alle prossime elezioni comunali.
Le opzioni non mancano. Si potrebbe puntare su un politico non legato al recente passato e alle difficoltà dell’amministrazione Servalli, come il pentastellato Giuseppe Benevento o un esponente di Adesso Cava come Enzo Lampis. Entrambi, così come altri possibili nomi, rappresenterebbero una certa discontinuità rispetto all’attuale maggioranza di centrosinistra.
In alternativa, si potrebbe scegliere un candidato civico con esperienza politica, come un professionista stimato quale Giancarlo Accarino. Oppure, ancora, valutare la candidatura di un tecnico “puro”, magari una donna – una novità auspicabile anche per la nostra città – come Marisa Annunziata.
In conclusione, le possibilità ci sono e sono anche più numerose di quelle finora ipotizzate. Ciò che appare davvero necessario è che, in tempi brevi, il centrosinistra arrivi a una scelta chiara sul candidato sindaco.
Questo, nell’interesse della città, perché occorre tanto un buon governo quanto una valida opposizione. E anche per evitare che Raffaele Giordano e il centrodestra vincano senza particolari sforzi, per mancanza di un avversario credibile e competitivo.







