scritto da Pasquale Petrillo - 27 Marzo 2026 18:44

Cava de’ Tirreni, il coraggio dell’irragionevole: perché Armando Lamberti resta un protagonista della città

In una campagna elettorale tutta in salita, Armando Lamberti sceglie la strada più difficile: quella dell’“irragionevolezza” che sfida l’esistente e punta in alto. Tra visione culturale, anni di impegno istituzionale e un percorso politico spesso segnato da ingratitudini, Lamberti si ripresenta con la forza di chi non rinuncia a credere in un futuro diverso per Cava de’ Tirreni. Quali che siano gli esiti del voto, il suo ruolo nel destino amministrativo della città appare tutt’altro che marginale

“L’uomo ragionevole si adatta al mondo; quello irragionevole pretende di adattare il mondo a sé. Per questo il progresso dipende dagli uomini irragionevoli.”

Questa celebre riflessione – attribuita a George Bernard Shaw– ci è tornata alla mente leggendo il comunicato con cui Armando Lamberti annuncia la sua candidatura solitaria a sindaco di Cava de’ Tirreni.

Non vogliamo entrare nel merito della scelta né anticiparne gli esiti politico‑elettorali. Ci interessa sottolineare un punto: in una campagna metelliana tutta in salita, Armando Lamberti mostra il coraggio dell’irragionevolezza. Può sembrare un paradosso per un politico moderato, di ispirazione cattolica e persona profondamente religiosa. E invece non lo è. Quell’“irragionevolezza” che ha fatto avanzare il mondo ha trovato, infatti, alcuni dei suoi interpreti più autentici proprio in figure del mondo cattolico: religiosi, politici, scienziati, magistrati. Uomini che hanno saputo sfidare l’esistente per aprire strade nuove.

Ciò premesso, Lamberti porta con sé un bagaglio politico raro in un panorama spesso dominato dall’improvvisazione. Un’esperienza amministrativa maturata in dieci anni di impegno istituzionale, sempre guidata dalla convinzione che la città abbia bisogno di una visione lunga: quella che, da almeno quindici anni, a Cava de’ Tirreni è venuta meno. In quest’ottica non ha mai abbandonato l’idea di candidare la città a Capitale Italiana della Cultura.

È vero: un progetto del genere sembra scontrarsi con la realtà, oggi meschina, che viviamo. Ed è qui che emerge il coraggio dell’irragionevolezza di Armando Lamberti. Resta il fatto che solo fissando un traguardo alto si possono generare entusiasmo, iniziative, progettualità. In breve: solo chi ha la forza di guardare oltre l’orizzonte può ambire a cambiare il presente e costruire un futuro migliore.

Spiace dirlo, ma è inevitabile: Armando Lamberti paga anche oggi la generosità e il senso di responsabilità con cui, per quasi un decennio, ha sostenuto un’amministrazione comunale fallimentare e spesso ostile alla città. Un sostegno che quella stessa amministrazione non ha mai davvero meritato, come dimostra l’ingratitudine più volte riservata nei suoi confronti. Nel corso degli anni Lamberti ha dovuto incassare di tutto: cattiverie, furbizie, scortesie, persino prese in giro. Avrebbe potuto – e forse dovuto – dire basta molto prima. Non lo ha fatto. E, purtroppo, in politica la pazienza di Giobbe raramente paga.

Va però riconosciuto che restare in amministrazione gli ha permesso almeno di lasciare un segno, soprattutto sul fronte culturale, pur dovendo spesso “fare le nozze con i fichi secchi”. Tanto che, fatto ormai rarissimo, ci ha rimesso anche di tasca propria. È giusto dargliene atto. Tuttavia, il fallimento dell’attuale governo cittadino lo coinvolge comunque sul piano politico. In fondo, per anni ha mostrato una sorprendente vocazione al martirio, quasi un San Lorenzo sulla graticola, e oggi non teme di rimettersi in gioco. Una passione così ostinata e, sì, irragionevole, non può che suscitare rispetto e ammirazione.

Detto ciò, siamo convinti che Armando Lamberti resti comunque una risorsa per la città. Merita certamente maggiore attenzione di quanta ne abbia ricevuta finora, e gli auguriamo che possa ottenere anche un consenso più ampio. In fondo rappresenta, sul piano politico e civico, un mondo cattolico e un’area moderata e responsabile.

Per queste ragioni riteniamo che, quali che siano gli esiti di una campagna elettorale che si preannuncia incerta e avvincente per tutti, Lamberti sarà comunque uno dei protagonisti del futuro amministrativo della città.

Giornalista, ha fondato e dirige dal 2014 il giornale Ulisse on line ed è l’ideatore e il curatore della Rassegna letteraria Premio Com&Te. Fondatore e direttore responsabile dal 1993 al 2000 del mensile cittadino di politica ed attualità Confronto e del mensile diocesano Fermento, è stato dal 1998 al 2000 addetto stampa e direttore dell’Ufficio Diocesano delle Comunicazioni Sociali dell’Arcidiocesi Amalfi-Cava de’Tirreni, quindi fondatore e direttore responsabile dal 2007 al 2010 del mensile cittadino di approfondimento e riflessioni L’Opinione, mentre dal 2004 al 2010 è stato commentatore politico del quotidiano salernitano Cronache del Mezzogiorno. Dal 2001 al 2004 ha svolto la funzione di Capo del Servizio di Staff del Sindaco al Comune di Cava de’Tirreni, nel corso del 2003 è stato consigliere di amministrazione della Se.T.A. S.p.A. – Servizi Terrritoriali Ambientali, poi dall’ottobre 2003 al settembre 2006 presidente del Consiglio di Amministrazione del Conservatorio Statale di Musica Martucci di Salerno, dal 2004 al 2007 consigliere di amministrazione del CSTP - Azienda della Mobilità S.p.A., infine, dal 2010 al 2014 Capo Ufficio Stampa e Portavoce del Presidente della Provincia di Salerno. Ha fondato e presieduto dal 2006 al 2011 ed è attualmente membro del Direttivo dell’associazione indipendente di comunicazione, editoria e formazione Comunicazione & Territorio. E’ autore delle pubblicazioni Testimone di parte (2006), Appunti sul Governo della Città (2009), e insieme a Silvia Lamberti Maionese impazzita - Comunicazione pubblica ed istituzionale, istruzioni per l'uso (2018), Il trionfo della mediocrità (2025), nonché curatore di Tornare Grandi (2011) e Salerno, la Provincia del buongoverno (2013), entrambe edite dall’Amministrazione Provinciale di Salerno.

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