Cava de’ Tirreni, Centrosinistra a più voci: la corsa si apre su tre fronti
A meno di un mese dalla presentazione delle liste, la corsa a sindaco entra nel vivo. Il centrodestra con Giordano e il civico Petrone confermano le proprie candidature, mentre l’area che nel 2020 vinse al primo turno con Servalli si presenta divisa in tre: Canora, Lamberti e Accarino. Tra ambizioni personali, continuità difficile da gestire e sfide controcorrente, la campagna elettorale si annuncia più competitiva e imprevedibile che mai
A meno di un mese dalla scadenza per la presentazione delle candidature, il quadro dei pretendenti alla carica di sindaco per le prossime comunali può dirsi ormai definito.
Ai nomi già noti — Raffaele Giordano per il centrodestra, il civico Luigi Petrone ed Eugenio Canora per l’area della sinistra — si sono aggiunti in questi giorni l’indipendente Armando Lamberti e il candidato del centrosinistra Giancarlo Accarino.
Su ciascuno di loro si è già scritto molto. Vale però la pena soffermarsi su quei candidati che, pur con approcci differenti, provengono dall’area di centrosinistra che nel 2020 vinse le elezioni sotto la guida di Servalli.
Oggi quello stesso campo, che allora si impose già al primo turno, non si presenta più compatto. Arriva, infatti, alla competizione con ben tre candidati: Canora, Lamberti e Accarino.
Eugenio Canora lasciò l’attuale maggioranza poco dopo l’inizio della consiliatura, scegliendo una collocazione nettamente di opposizione, posizione che ha mantenuto con coerenza fino a oggi. La sua candidatura rappresenta l’area della sinistra e, con ogni probabilità, intercetterà un consenso significativo soprattutto tra i più giovani. Nonostante i dieci anni di esperienza amministrativa già alle spalle, Canora resta un profilo molto giovane. E questo contribuisce alla sua immagine dinamica, spigliata e vivace.
La scelta di candidarsi a sindaco denota coraggio, trattandosi di una competizione impegnativa, ma lui vi si sta dedicando con grande energia e passione. Sarà una sorpresa? In fondo, lo è già. A nostro avviso, infatti, quale che sarà l’esito delle urne, Canora potrà comunque considerare questa esperienza come un risultato positivo. Se non addirittura come una forma di vittoria. Avrà infatti maturato un bagaglio politico e umano di rilievo, che potrebbe trasformarsi in un trampolino di lancio verso nuovi e più ambiziosi traguardi.
Di Armando Lamberti, candidato sindaco, abbiamo scritto diffusamente nella giornata di ieri. La sua si presenta come una sfida in solitaria. E non sarà semplice ritagliarsi spazio in un’area politico‑elettorale particolarmente affollata. Per lui la competizione assume i contorni di una vera e propria “risalita dei salmoni”: dovrà nuotare controcorrente, segnando una discontinuità rispetto a un passato amministrativo di cui è stato parte. Sul piano dialettico, Lamberti non ha rivali. Resta ora da capire se e in quale misura riuscirà a convincere l’elettorato metelliano. Sarà una sorpresa? Difficile, ma mai dire mai. E poi il nostro ha un’energia da fare invidia ad un ventenne.
Giancarlo Accarino potrà contare su uno schieramento di centrosinistra vasto ed eterogeneo, dotato di un potenziale elettorale significativo. È vero che alcune delle sigle che lo sostengono hanno un peso limitato, ma la lista del Partito Democratico presenta numerosi candidati al Consiglio capaci di raccogliere molti consensi, tali da incidere concretamente sul risultato finale.
Per Accarino il compito più delicato sarà rappresentare la continuità con l’attuale maggioranza di governo, evitando però che Servalli e il suo gruppo appaiano come i veri registi della sua candidatura. La figura del sindaco uscente, infatti, è così ingombrante da rischiare di sottrarre consensi più che portarne. Rispetto agli altri due candidati, Accarino non deve sorprendere, piuttosto deve confermare le attese. In altri termini, arrivare al ballottaggio e giocarsi la vittoria nel secondo turno.
In conclusione, questa campagna elettorale si preannuncia più vivace, interessante e competitiva rispetto alle precedenti. Non resta che viverla, ciascuno nel proprio ruolo… in commedia.







