Cava de’ Tirreni, Premio Com&Te: le donne e l’imprenditoria protagoniste del romanzo di Giacinta Cavagna di Gualdana
Nel secondo appuntamento della XVII edizione della Rassegna letteraria presentato il libro Un milione di scale Le ragazze della Rinascente
“L’intento era quello di creare un romanzo corale nel quale l’impiego ai grandi magazzini rappresenta molto più di un lavoro. Volevo far emergere i legami come forza per affrontare gli ostacoli e il valore della squadra come strumento per affermarsi. Il titolo è arrivato dopo, quando ci siamo accorte che era la metafora del romanzo”.
Così ieri sera, nell’affollatissima Sala Maestrale dell’Holiday Inn di Cava de’ Tirreni, la scrittrice Giacinta Cavagna di Gualdana nel corso della presentazione del suo romanzo Un milione di scale Le ragazze della Rinascente (Neri Pozza), in occasione del secondo appuntamento della XVII edizione della rassegna letteraria Premio Com&Te.
L’incontro si è aperto con una lettura di un brano della pubblicazione da parte dell’intervistatrice Sofia Celestino, che ha voluto sottolineare una sorta di cross over cinematografico presente nel romanzo: l’incontro tra Adalgisa, che lavora alla Zaini, su cui l’autrice ha scritto il suo primo romanzo “La fabbrica delle tuse”, ed Eleonora, commessa della Rinascente.
L’autrice, stimolata dalle domande degli studenti, ha svelato la sua iniziale difficoltà nella costruzione dei personaggi dovuta al fatto che, nel mondo accademico dal quale proviene, l’immaginazione è bandita nella redazione delle tesi o di lavori scientifici.
Ha poi affermato che, in questo lavoro di costruzione dei protagonisti, le è successo di affezionarsi ai personaggi nati dal suo immaginario, tra cui Cristina.
A stimolare Giacinta Cavagna di Gualdana nelle vesti di intervistatori sono stati oltre alla counselor Sofia Celestino, cultrice di letteratura, l’avvocato Marco Salerno.
L’autrice si è poi soffermata sul lavoro di ricerca storica e anche estetica, richiamando Jo Ponti e la nascita del design come mezzo per portare la bellezza nelle case. Siamo negli anni Cinquanta del secolo scorso, si voleva ricostruire, rinascere e il bello era un modo per affermare quella rinascita.
Come sempre, molto puntuali e pertinenti le domande degli studenti grazie alle quali l’autrice svela anche l’impalcatura del suo libro, il fatto che per contratto le commesse dovessero avere sempre il sorriso sulle labbra e l’uniforme ben stirata. Ha poi ammesso infine che le sue commesse romanzate probabilmente sono state più fortunate di quelle realmente esistite.
“In questo -ha confessato- emerge il mio carattere. Sono un’ottimista e le mie donne sono così, personaggi positivi che volevo raccontare proprio per un messaggio incoraggiante”.
Il romanzo di Giacinta Cavagna di Gualdana è in effetti un racconto di donne, oltre che di distruzione e di rinascita.
Una presentazione riuscita in ogni aspetto anche grazie al lavoro dello staff organizzativo del Premio che si è avvalso delle giornaliste e giornalisti di Ulisse online tra cui Angela Senatore, Carolina Milite, Francesca Faiella e Pierpaolo Durante. (foto Francesco Cuccaro)





























