Ucraina, Putin e la vittoria mancata
A quattro anni dall’invasione dell’Ucraina, Vladimir Putin non ha ottenuto la vittoria rapida e imperiale che immaginava. Tra illusioni geopolitiche, difficoltà economiche e logoramento militare, il Cremlino resta intrappolato nella propria logica di guerra
Quattro anni fa la Russia dava inizio alla guerra in Ucraina con una massiccia invasione. Dopo 1.460 giorni di combattimenti, però, la vittoria che Putin immaginava non è arrivata. Il Cremlino contava su un trionfo rapido, ma la resistenza ucraina e il sostegno occidentale hanno trasformato il conflitto in una guerra di logoramento, con perdite enormi e progressi territoriali minimi. Neppure l’arrivo di Donald Trump alla Casa Bianca ha portato la svolta sperata. Putin, convinto di avere un alleato a Washington, ha partecipato ai negoziati senza cedere su nulla, continuando a colpire infrastrutture civili. Ma Trump non ha normalizzato i rapporti e, anzi, ha inflitto a Mosca diverse umiliazioni geopolitiche in Siria, Iran e Venezuela. Intanto Zelensky, pur tra difficoltà enormi, riesce ancora a contenere la superiore potenza militare russa. Sul fronte interno, l’economia russa mostra crepe sempre più evidenti, con il rischio di un collasso che potrebbe travolgere Putin e il suo sistema di potere. Dopo quattro anni di una guerra tanto inutile quanto tragica, non c’è un vincitore. Solo distruzioni, sofferenze indicibili per il popolo ucraino e milioni di morti e feriti da entrambe le parti. Un bilancio difficile anche solo da immaginare.





