scritto da Pasquale Petrillo - 21 Gennaio 2026 08:56

Stop a Bologna 30

Il Tar dell’Emilia-Romagna annulla il piano “Bologna Città 30” per carenze nelle motivazioni giuridiche. Scontro politico tra Comune e centrodestra, mentre il sindaco Lepore annuncia che il progetto proseguirà

foto Giovanni Armenante

Il Tar dell’Emilia-Romagna ha accolto il ricorso di due tassisti, sostenuti da Fratelli d’Italia, annullando il piano “Bologna Città 30” e le ordinanze che abbassavano il limite di velocità a 30 km/h. Secondo i giudici, i provvedimenti erano motivati in modo troppo generico e non chiarivano né i presupposti di legge né gli obiettivi concreti, oltre a interessare circa il 70% del territorio cittadino. Il centrodestra esulta e accusa la giunta Lepore di propaganda ideologica; soddisfatto anche il ministro Salvini. Il sindaco Lepore minimizza l’impatto della sentenza, parlando di rilievi burocratici e ribadendo che la “Città 30” andrà avanti con nuovi atti, rivendicando i risultati ottenuti in termini di sicurezza stradale. È evidente che, su questo tema, da entrambe le parti ci sia una forte componente di strumentalizzazione e propaganda politica. Tuttavia, al di là dello scontro, il punto centrale resta la sicurezza stradale, che deve avere sempre la priorità. I limiti di velocità per quanto necessari da soli non bastano. La riduzione della velocità produce effetti reali solo se accompagnata da un controllo costante del territorio. A partire dalla presenza delle forze di polizia locale, oltre che da una segnaletica adeguata e da interventi strutturali sulla viabilità. In assenza di questi elementi, limiti e divieti rischiano di restare misure formali, più che sostanziali. Spesso, infatti, ordinanze e restrizioni vengono utilizzate per giustificare inadempienze, ritardi o carenze della Pubblica Amministrazione. Diventano cioè una scorciatoia rispetto a politiche più complesse e impegnative. Forse questo non è il caso di Bologna, ma è una dinamica che si riscontra frequentemente.

Giornalista, ha fondato e dirige dal 2014 il giornale Ulisse on line ed è l’ideatore e il curatore della Rassegna letteraria Premio Com&Te. Fondatore e direttore responsabile dal 1993 al 2000 del mensile cittadino di politica ed attualità Confronto e del mensile diocesano Fermento, è stato dal 1998 al 2000 addetto stampa e direttore dell’Ufficio Diocesano delle Comunicazioni Sociali dell’Arcidiocesi Amalfi-Cava de’Tirreni, quindi fondatore e direttore responsabile dal 2007 al 2010 del mensile cittadino di approfondimento e riflessioni L’Opinione, mentre dal 2004 al 2010 è stato commentatore politico del quotidiano salernitano Cronache del Mezzogiorno. Dal 2001 al 2004 ha svolto la funzione di Capo del Servizio di Staff del Sindaco al Comune di Cava de’Tirreni, nel corso del 2003 è stato consigliere di amministrazione della Se.T.A. S.p.A. – Servizi Terrritoriali Ambientali, poi dall’ottobre 2003 al settembre 2006 presidente del Consiglio di Amministrazione del Conservatorio Statale di Musica Martucci di Salerno, dal 2004 al 2007 consigliere di amministrazione del CSTP - Azienda della Mobilità S.p.A., infine, dal 2010 al 2014 Capo Ufficio Stampa e Portavoce del Presidente della Provincia di Salerno. Ha fondato e presieduto dal 2006 al 2011 ed è attualmente membro del Direttivo dell’associazione indipendente di comunicazione, editoria e formazione Comunicazione & Territorio. E’ autore delle pubblicazioni Testimone di parte (2006), Appunti sul Governo della Città (2009), e insieme a Silvia Lamberti Maionese impazzita - Comunicazione pubblica ed istituzionale, istruzioni per l'uso (2018), Il trionfo della mediocrità (2025), nonché curatore di Tornare Grandi (2011) e Salerno, la Provincia del buongoverno (2013), entrambe edite dall’Amministrazione Provinciale di Salerno.

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