Sparatoria a Rogoredo
Un giovane nordafricano è stato ucciso dalla polizia a Milano dopo essersi avvicinato agli agenti impugnando una pistola rivelatasi poi una replica a salve
Nel tardo pomeriggio di ieri, attorno alle 18, una pattuglia in borghese del commissariato Mecenate era impegnata in controlli in via Impastato, nel quartiere Rogoredo di Milano. Un giovane, indicato come un nordafricano di circa 20–28 anni, si sarebbe avvicinato agli agenti impugnando una pistola. Alla vista dell’arma, gli agenti hanno aperto il fuoco. Il ragazzo è stato colpito e si è accasciato a terra in condizioni gravissime. Sul posto è intervenuto il personale del 118, che non ha potuto salvarlo. La vittima non risultava ancora identificata nei primi rilievi. Gli specialisti della Scientifica hanno esaminato l’arma trovata accanto al giovane, scoprendo che si trattava di una pistola a salve. Nessun agente è rimasto ferito. Le indagini dovranno chiarire ora la dinamica esatta dell’accaduto. Le polemiche e le strumentalizzazioni politiche saranno inevitabili. L’area di Rogoredo, in ogni caso, è da anni indicata come una delle zone più delicate della città per la presenza radicata dello spaccio e della criminalità legata alla droga. Questo però non attenua la gravità dell’accaduto, che richiede chiarezza e rigore. Sarà la magistratura ad accertare eventuali responsabilità e a ricostruire ogni passaggio della vicenda. Quel che è certo è che, di fronte a un tragico episodio come questo, non serve la caccia alle streghe.





