scritto da Pasquale Petrillo - 22 Febbraio 2026 08:23

Rogoredo, ombre sull’inchiesta

Nuovi elementi complicano la posizione dell’assistente capo Carmelo Cinturrino, indagato per l’omicidio di Abderrahim Mansouri. Le testimonianze raccolte mettono in discussione la prima versione dei fatti e aprono interrogativi sul comportamento degli agenti coinvolti

foto Giovanni Armenante

L’inchiesta sulla morte di Abderrahim Mansouri nel boschetto di Rogoredo si sta arricchendo di elementi. E si aggrava la posizione dell’assistente capo Carmelo Cinturrino, indagato per omicidio volontario. In un primo momento, sulla base delle dichiarazioni concordi di cinque agenti e dei rilievi iniziali, la vicenda era apparsa come un caso evidente di legittima difesa. Un poliziotto che spara a uno spacciatore armato, poi rivelatosi in possesso di una pistola a salve. Oggi il quadro è molto diverso. Conoscenti della vittima sostengono che Cinturrino chiedesse quotidianamente denaro e cocaina a Mansouri, fino a 200 euro e cinque grammi al giorno. Anche i colleghi – ora indagati per favoreggiamento e omissione di soccorso – descrivono un ruolo dominante dell’assistente capo nelle operazioni e nelle fasi successive allo sparo. Le testimonianze delineano un comportamento sempre più problematico e dinamiche interne alla squadra che meritano approfondimento. È evidente che la vicenda richiede ancora chiarezza. Tuttavia, ci sono alcuni punti fermi. Nessuno, nemmeno gli agenti, può essere sottratto alla legge e alle indagini necessarie per accertare responsabilità. Allo stesso tempo, gli errori di alcuni non devono mettere in discussione il valore del lavoro svolto quotidianamente dalle forze dell’ordine. Su un tema così delicato, infine, sarebbe auspicabile che la politica evitasse strumentalizzazioni e giudizi ideologici.

Giornalista, ha fondato e dirige dal 2014 il giornale Ulisse on line ed è l’ideatore e il curatore della Rassegna letteraria Premio Com&Te. Fondatore e direttore responsabile dal 1993 al 2000 del mensile cittadino di politica ed attualità Confronto e del mensile diocesano Fermento, è stato dal 1998 al 2000 addetto stampa e direttore dell’Ufficio Diocesano delle Comunicazioni Sociali dell’Arcidiocesi Amalfi-Cava de’Tirreni, quindi fondatore e direttore responsabile dal 2007 al 2010 del mensile cittadino di approfondimento e riflessioni L’Opinione, mentre dal 2004 al 2010 è stato commentatore politico del quotidiano salernitano Cronache del Mezzogiorno. Dal 2001 al 2004 ha svolto la funzione di Capo del Servizio di Staff del Sindaco al Comune di Cava de’Tirreni, nel corso del 2003 è stato consigliere di amministrazione della Se.T.A. S.p.A. – Servizi Terrritoriali Ambientali, poi dall’ottobre 2003 al settembre 2006 presidente del Consiglio di Amministrazione del Conservatorio Statale di Musica Martucci di Salerno, dal 2004 al 2007 consigliere di amministrazione del CSTP - Azienda della Mobilità S.p.A., infine, dal 2010 al 2014 Capo Ufficio Stampa e Portavoce del Presidente della Provincia di Salerno. Ha fondato e presieduto dal 2006 al 2011 ed è attualmente membro del Direttivo dell’associazione indipendente di comunicazione, editoria e formazione Comunicazione & Territorio. E’ autore delle pubblicazioni Testimone di parte (2006), Appunti sul Governo della Città (2009), e insieme a Silvia Lamberti Maionese impazzita - Comunicazione pubblica ed istituzionale, istruzioni per l'uso (2018), Il trionfo della mediocrità (2025), nonché curatore di Tornare Grandi (2011) e Salerno, la Provincia del buongoverno (2013), entrambe edite dall’Amministrazione Provinciale di Salerno.

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