Raid sull’Iran
Gli Stati Uniti e Israele lanciano un’ampia operazione militare contro l’Iran dopo settimane di tensioni. Colpiti decine di obiettivi, mentre cresce l’incertezza sul destino della leadership iraniana
Dopo settimane di tensione crescente e tentativi diplomatici falliti, Stati Uniti e Israele hanno lanciato una vasta operazione militare contro l’Iran. Colpite decine di obiettivi a Teheran, Qom, Isfahan, Karaj e Kermanshah. Fonti israeliane hanno annunciato l’uccisione del generale Mohammad Pakpour. Possibile anche la morte della Guida Suprema Ali Khamenei. Il premier Benjamin Netanyahu, tuttavia, ha parlato di “numerosi leader eliminati”. La Mezzaluna Rossa iraniana ha segnalato 201 morti e 747 feriti. Teheran ha risposto con un’ondata di missili balistici contro Israele e basi statunitensi nel Golfo. Esplosioni in Bahrein, Kuwait, Giordania, Emirati Arabi Uniti e Qatar. Nessuna vittima americana, ma un morto ad Abu Dhabi e danni alla Quinta Flotta in Bahrein. La situazione resta estremamente fluida e ricca di incognite per gli equilibri regionali. Molti osservatori ritengono che questa nuova guerra potrebbe accelerare la fine del regime teocratico iraniano. Un regime autoritario, repressivo e sanguinario. Se ciò non accadrà, sarà l’ennesima occasione mancata.





