La Stampa e Repubblica nella tempesta
Redazioni in agitazione per la trattativa con il gruppo greco AntennaUno e l’assenza di garanzie sul futuro delle testate. Domani l’incontro con i vertici
La trattativa tra Gedi ed Exor per la cessione del gruppo editoriale al conglomerato greco AntennaUno ha scatenato una forte mobilitazione tra i giornalisti. La Stampa non è uscita in edicola e il sito è rimasto fermo fino alle 7 del mattino per un’assemblea permanente. AntennaUno, guidata da Theodore Kyriakou e sostenuta da capitali sauditi legati al principe Mohammed bin Salman, sarebbe interessata soprattutto alle radio e a Repubblica, mentre La Stampa rischia una vendita separata a un acquirente ancora ignoto. Il Comitato di redazione denuncia l’assenza di garanzie su occupazione, solidità del compratore e futuro della testata, ricordando le recenti promesse di indipendenza fatte da John Elkann. Domani i Cdr di La Stampa, Repubblica e della Sentinella incontreranno i vertici Gedi in un clima di forte incertezza per l’informazione italiana. Che dire? Certo, è cambiato il mondo in questi ultimi 30-40 anni. E’ anche vero, però, che gli Elkann sono sono gli Agnelli. In altre parole, John Elkann non è Gianni Agnelli. Nel senso che quest’ultimo partiva dal presupposto di essere un italiano e agiva di conseguenza pur muovendosi nella logica di fare affari e ricavare profitti. Elkann come uomo e imprenditore si muove come cittadino del mondo. Prima e sempre gli affari, poi il resto è secondario o superfluo. Insomma, è cambiata la prospettiva e sono venute meno le radici.





