scritto da Pasquale Petrillo - 09 Gennaio 2026 08:52

Iran verso il collasso

Le proteste contro il regime iraniano continuano senza sosta mentre la repressione si intensifica e il Paese affronta blackout digitali e tensioni interne. Crescono le pressioni internazionali e si moltiplicano le indiscrezioni su possibili piani di fuga dei vertici della Repubblica islamica

foto Giovanni Armenante

In Iran proseguono per il tredicesimo giorno consecutivo le manifestazioni contro il regime, alimentate dalla crisi economica e dall’inflazione. Migliaia di persone scendono in piazza in diverse città, con slogan che invocano Reza Pahlavi, atteso negli Stati Uniti per un intervento pubblico. La repressione si fa sempre più dura: secondo Iran Human Rights, almeno 45 manifestanti sono stati uccisi e oltre 2 mila arrestati, mentre si registrano blackout di Internet attribuiti a misure di censura. Il presidente Massoud Pezeshkian invita alla moderazione, pur definendo “rivoltosi” coloro che attaccano obiettivi di sicurezza. Le proteste non raggiungono ancora l’ampiezza del 2022, ma avvengono in un momento di particolare debolezza del regime, con richieste esplicite di dimissioni per Ali Khamenei. Dall’estero aumentano le pressioni: Donald Trump minaccia interventi in caso di violenze. Secondo una relazione citata dal Times, la Guida suprema avrebbe predisposto un piano di fuga per sé e i suoi fedelissimi. Indiscrezioni da Francia e Regno Unito parlano inoltre di richieste di visti e movimenti sospetti di oro e aerei cargo, segnali di un possibile timore di collasso interno. Non è prima volta, però, che il potere degli ayatollah è in affanno e deve fronteggiare rivolte popolari. Sarà questa la volta buona? Speriamo di sì. Il mondo di sicuro non piangerà per un regime retrivo, reazionario, liberticida, misogino e guerrafondaio.

Giornalista, ha fondato e dirige dal 2014 il giornale Ulisse on line ed è l’ideatore e il curatore della Rassegna letteraria Premio Com&Te. Fondatore e direttore responsabile dal 1993 al 2000 del mensile cittadino di politica ed attualità Confronto e del mensile diocesano Fermento, è stato dal 1998 al 2000 addetto stampa e direttore dell’Ufficio Diocesano delle Comunicazioni Sociali dell’Arcidiocesi Amalfi-Cava de’Tirreni, quindi fondatore e direttore responsabile dal 2007 al 2010 del mensile cittadino di approfondimento e riflessioni L’Opinione, mentre dal 2004 al 2010 è stato commentatore politico del quotidiano salernitano Cronache del Mezzogiorno. Dal 2001 al 2004 ha svolto la funzione di Capo del Servizio di Staff del Sindaco al Comune di Cava de’Tirreni, nel corso del 2003 è stato consigliere di amministrazione della Se.T.A. S.p.A. – Servizi Terrritoriali Ambientali, poi dall’ottobre 2003 al settembre 2006 presidente del Consiglio di Amministrazione del Conservatorio Statale di Musica Martucci di Salerno, dal 2004 al 2007 consigliere di amministrazione del CSTP - Azienda della Mobilità S.p.A., infine, dal 2010 al 2014 Capo Ufficio Stampa e Portavoce del Presidente della Provincia di Salerno. Ha fondato e presieduto dal 2006 al 2011 ed è attualmente membro del Direttivo dell’associazione indipendente di comunicazione, editoria e formazione Comunicazione & Territorio. E’ autore delle pubblicazioni Testimone di parte (2006), Appunti sul Governo della Città (2009), e insieme a Silvia Lamberti Maionese impazzita - Comunicazione pubblica ed istituzionale, istruzioni per l'uso (2018), Il trionfo della mediocrità (2025), nonché curatore di Tornare Grandi (2011) e Salerno, la Provincia del buongoverno (2013), entrambe edite dall’Amministrazione Provinciale di Salerno.

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