scritto da Pasquale Petrillo - 02 Marzo 2026 08:56

Iran, tramonto della Repubblica Islamica?

La guerra in Medio Oriente riaccende lo scontro tra Stati Uniti, Israele e Iran, mentre si profila la possibile fine della Repubblica Islamica dopo 47 anni di potere degli ayatollah. La caduta del regime potrebbe aumentare la sicurezza globale, ma apre forti incognite sulla stabilità interna e su una transizione democratica tutt’altro che garantita.

foto Giovanni Armenante

La guerra in Medio Oriente prosegue tra raid aerei americani e israeliani e la rappresaglia missilistica dell’Iran. Dopo 47 anni, la possibile fine della Repubblica Islamica rappresenta un passaggio storico. In quasi mezzo secolo, gli ayatollah hanno costruito un impero di potere a scapito di un popolo privato di diritti e prospettive. Hanno finanziato milizie terroristiche, alimentato conflitti e rafforzato alleanze con Russia e Cina. Hanno inoltre sfruttato la causa palestinese per ottenere consensi in parte del mondo arabo e occidentale. Come ricorda Federico Rampini, questa dinamica ha contribuito a un’indifferenza globale di fronte ai massacri di migliaia di manifestanti compiuti dal regime lo scorso gennaio. La fine della dittatura religiosa degli ayatollah porrebbe termine a decenni di repressione sistematica e controllo ideologico. Restano però molte incognite sulla futura stabilità del Paese e sulla tutela delle minoranze. Il crollo del clero sciita renderebbe il mondo più sicuro sul piano nucleare e nella lotta al terrorismo. Un aspetto tutt’altro che secondario. Tuttavia, il vuoto di potere lasciato da una struttura così radicata non garantisce una transizione lineare verso la democrazia: il rischio di un salto nel buio resta elevato.

Giornalista, ha fondato e dirige dal 2014 il giornale Ulisse on line ed è l’ideatore e il curatore della Rassegna letteraria Premio Com&Te. Fondatore e direttore responsabile dal 1993 al 2000 del mensile cittadino di politica ed attualità Confronto e del mensile diocesano Fermento, è stato dal 1998 al 2000 addetto stampa e direttore dell’Ufficio Diocesano delle Comunicazioni Sociali dell’Arcidiocesi Amalfi-Cava de’Tirreni, quindi fondatore e direttore responsabile dal 2007 al 2010 del mensile cittadino di approfondimento e riflessioni L’Opinione, mentre dal 2004 al 2010 è stato commentatore politico del quotidiano salernitano Cronache del Mezzogiorno. Dal 2001 al 2004 ha svolto la funzione di Capo del Servizio di Staff del Sindaco al Comune di Cava de’Tirreni, nel corso del 2003 è stato consigliere di amministrazione della Se.T.A. S.p.A. – Servizi Terrritoriali Ambientali, poi dall’ottobre 2003 al settembre 2006 presidente del Consiglio di Amministrazione del Conservatorio Statale di Musica Martucci di Salerno, dal 2004 al 2007 consigliere di amministrazione del CSTP - Azienda della Mobilità S.p.A., infine, dal 2010 al 2014 Capo Ufficio Stampa e Portavoce del Presidente della Provincia di Salerno. Ha fondato e presieduto dal 2006 al 2011 ed è attualmente membro del Direttivo dell’associazione indipendente di comunicazione, editoria e formazione Comunicazione & Territorio. E’ autore delle pubblicazioni Testimone di parte (2006), Appunti sul Governo della Città (2009), e insieme a Silvia Lamberti Maionese impazzita - Comunicazione pubblica ed istituzionale, istruzioni per l'uso (2018), Il trionfo della mediocrità (2025), nonché curatore di Tornare Grandi (2011) e Salerno, la Provincia del buongoverno (2013), entrambe edite dall’Amministrazione Provinciale di Salerno.

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