Femminicidio di Rufina, stop al processo
I periti dichiarano Lorenzo Innocenti incapace di partecipare al processo per l’assassinio di Eleonora Guidi. La famiglia contesta: «È pericoloso»
Lorenzo Innocenti, 37 anni, architetto, accusato di aver ucciso la compagna Eleonora Guidi con 24 coltellate l’8 febbraio 2025 a Rufina, in provincia di Firenze, al momento non può essere processato. Secondo i periti nominati dal gip, l’uomo presenta amnesie, deficit del linguaggio e difficoltà di ragionamento dovuti alle lesioni riportate. Condizioni che lo rendono incapace di partecipare coscientemente al procedimento. Gli esperti ritengono che la situazione possa essere temporanea e migliorare con almeno un anno di riabilitazione in un centro specializzato. Dopo il quale, sarà necessaria una nuova valutazione. Di parere opposto i consulenti della famiglia Guidi, che sottolineano la ferocia dell’aggressione e l’assenza di patologie pregresse. Per loro Innocenti è un soggetto incapace di controllare le proprie pulsioni aggressive. E quindi socialmente pericoloso. La decisione finale è attesa all’udienza del 25 marzo. Sorge spontanea una domanda, senza nulla togliere al lavoro degli esperti coinvolti: è davvero possibile ritenere non socialmente pericoloso qualcuno che ha tolto la vita alla propria compagna con numerosi colpi, per di più davanti a un figlio minorenne? La domanda è retorica. Un gesto di tale gravità impone una risposta chiara: la pericolosità esiste e richiede una risposta giudiziaria adeguata. Successivamente, se necessario, la persona dovrà essere seguita e curata in modo appropriato e rispettoso della dignità umana, ma all’interno di un percorso detentivo che garantisca giustizia, sicurezza e tutela per tutti.





