scritto da Pasquale Petrillo - 11 Dicembre 2025 08:56

Cucina italiana Patrimonio Unesco

L’Unesco riconosce ufficialmente la cucina italiana come Patrimonio culturale immateriale dell’umanità. Valorizzati convivialità, inclusione sociale e trasmissione delle tradizioni tra generazioni

foto Giovanni Armenante

La cucina italiana entra ufficialmente nella lista del Patrimonio culturale immateriale dell’umanità dell’Unesco. La decisione è stata presa dal Comitato intergovernativo riunito a Nuova Delhi, che ha definito la tradizione culinaria italiana un modello universale di condivisione, cura e identità culturale. L’Unesco sottolinea come cucinare all’italiana favorisca l’inclusione sociale, promuova il benessere e rafforzi i legami tra generazioni, grazie alla trasmissione di ricette, abilità e valori. La pratica è descritta come comunitaria, rispettosa degli ingredienti e radicata nei principi anti-spreco. Alla cerimonia era presente anche il Ministro degli Esteri Antonio Tajani, in visita ufficiale in India. Questo riconoscimento segue altri già ottenuti dall’Italia, come quello per l’Arte del pizzaiuolo napoletano, ma per la prima volta riguarda un’intera tradizione gastronomica nazionale. E’ più che comprensibile la soddisfazione del nostro governo e della premier Meloni. Si tratta indubbiamente di un riconoscimento prestigioso ma anche più che meritato. Non solo. Questa decisione favorisce ancora più l’affermazione nel mondo del nostro stile di vita e dei nostri prodotti, in particolare quelli enogastronomici. Forse per Trump siamo una società in decadenza, ma nel mondo abbiamo ancora molto da dire e da dare. E non saranno i dazi a fermare la qualità del Made in Italy.

Giornalista, ha fondato e dirige dal 2014 il giornale Ulisse on line ed è l’ideatore e il curatore della Rassegna letteraria Premio Com&Te. Fondatore e direttore responsabile dal 1993 al 2000 del mensile cittadino di politica ed attualità Confronto e del mensile diocesano Fermento, è stato dal 1998 al 2000 addetto stampa e direttore dell’Ufficio Diocesano delle Comunicazioni Sociali dell’Arcidiocesi Amalfi-Cava de’Tirreni, quindi fondatore e direttore responsabile dal 2007 al 2010 del mensile cittadino di approfondimento e riflessioni L’Opinione, mentre dal 2004 al 2010 è stato commentatore politico del quotidiano salernitano Cronache del Mezzogiorno. Dal 2001 al 2004 ha svolto la funzione di Capo del Servizio di Staff del Sindaco al Comune di Cava de’Tirreni, nel corso del 2003 è stato consigliere di amministrazione della Se.T.A. S.p.A. – Servizi Terrritoriali Ambientali, poi dall’ottobre 2003 al settembre 2006 presidente del Consiglio di Amministrazione del Conservatorio Statale di Musica Martucci di Salerno, dal 2004 al 2007 consigliere di amministrazione del CSTP - Azienda della Mobilità S.p.A., infine, dal 2010 al 2014 Capo Ufficio Stampa e Portavoce del Presidente della Provincia di Salerno. Ha fondato e presieduto dal 2006 al 2011 ed è attualmente membro del Direttivo dell’associazione indipendente di comunicazione, editoria e formazione Comunicazione & Territorio. E’ autore delle pubblicazioni Testimone di parte (2006), Appunti sul Governo della Città (2009), e insieme a Silvia Lamberti Maionese impazzita - Comunicazione pubblica ed istituzionale, istruzioni per l'uso (2018), Il trionfo della mediocrità (2025), nonché curatore di Tornare Grandi (2011) e Salerno, la Provincia del buongoverno (2013), entrambe edite dall’Amministrazione Provinciale di Salerno.

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