scritto da Pasquale Petrillo - 08 Gennaio 2026 08:55

Capotreno ucciso: killer fermato

Arrestato a Desenzano il presunto assassino di Alessandro Ambrosio: il trentaseienne croato, già colpito da ordini di espulsione e recidivo nel porto di armi bianche, è accusato di omicidio per motivi abietti

foto Giovanni Armenante

L’omicidio del capotreno Alessandro Ambrosio a Bologna ha portato all’arresto del trentaseienne croato Marin Jelenic, fermato a Desenzano del Garda mentre tentava di fuggire in Austria. La Procura contesta l’aggravante dei motivi abietti e la pericolosità di aver commesso il fatto all’interno o nelle immediate adiacenze delle stazioni ferroviarie. Dalle indagini emerge un profilo inquietante: l’uomo, già noto alle forze dell’ordine, era destinatario di un ordine di allontanamento emesso dal Prefetto di Milano dopo essere stato trovato armato di coltello lo scorso dicembre. Nonostante i numerosi controlli subiti nel 2025 in varie stazioni italiane, Jelenic ha continuato a gravitare sulla rete ferroviaria. Dopo il delitto, ha attraversato il Nord Italia spostandosi tra Fiorenzuola e Milano, dove ha persino dormito nella sala d’attesa dell’ospedale Niguarda. Lo hanno infine rintracciato grazie alle telecamere di sorveglianza e alla segnalazione di un passeggero. Al momento del fermo, era nuovamente in possesso di due coltelli. L’omicidio del capotreno a Bologna è una vicenda tragica che grida vendetta. Com’è possibile che un individuo già noto alle forze dell’ordine, armato e destinatario di un ordine di allontanamento, potesse circolare ancora liberamente nel nostro Paese? È la prova evidente che il sistema attuale non funziona e che la sicurezza in Italia continua a fare acqua. Non è una questione di schieramento politico, ma di tutela elementare dell’incolumità dei cittadini. Su questo fronte, il Governo Meloni deve agire con più coraggio e speditezza: serve che i provvedimenti di espulsione e controllo diventino efficaci e immediati, non restino solo burocrazia sulla carta. Proteggere chi lavora e chi viaggia deve essere una priorità assoluta, oltre ogni ideologia.

Giornalista, ha fondato e dirige dal 2014 il giornale Ulisse on line ed è l’ideatore e il curatore della Rassegna letteraria Premio Com&Te. Fondatore e direttore responsabile dal 1993 al 2000 del mensile cittadino di politica ed attualità Confronto e del mensile diocesano Fermento, è stato dal 1998 al 2000 addetto stampa e direttore dell’Ufficio Diocesano delle Comunicazioni Sociali dell’Arcidiocesi Amalfi-Cava de’Tirreni, quindi fondatore e direttore responsabile dal 2007 al 2010 del mensile cittadino di approfondimento e riflessioni L’Opinione, mentre dal 2004 al 2010 è stato commentatore politico del quotidiano salernitano Cronache del Mezzogiorno. Dal 2001 al 2004 ha svolto la funzione di Capo del Servizio di Staff del Sindaco al Comune di Cava de’Tirreni, nel corso del 2003 è stato consigliere di amministrazione della Se.T.A. S.p.A. – Servizi Terrritoriali Ambientali, poi dall’ottobre 2003 al settembre 2006 presidente del Consiglio di Amministrazione del Conservatorio Statale di Musica Martucci di Salerno, dal 2004 al 2007 consigliere di amministrazione del CSTP - Azienda della Mobilità S.p.A., infine, dal 2010 al 2014 Capo Ufficio Stampa e Portavoce del Presidente della Provincia di Salerno. Ha fondato e presieduto dal 2006 al 2011 ed è attualmente membro del Direttivo dell’associazione indipendente di comunicazione, editoria e formazione Comunicazione & Territorio. E’ autore delle pubblicazioni Testimone di parte (2006), Appunti sul Governo della Città (2009), e insieme a Silvia Lamberti Maionese impazzita - Comunicazione pubblica ed istituzionale, istruzioni per l'uso (2018), Il trionfo della mediocrità (2025), nonché curatore di Tornare Grandi (2011) e Salerno, la Provincia del buongoverno (2013), entrambe edite dall’Amministrazione Provinciale di Salerno.

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