scritto da Gennaro Pierri - 02 Aprile 2026 12:43

Sette chiese e un cuore distratto: il Giovedì santo che non ci basta più

Entriamo in chiesa, sì. Ma restiamo fuori da quel gesto. Non ci riguarda—pensiamo. E invece è proprio lì che tutto si gioca: non in quante chiese visiti, ma in quanto sei disposto a lasciarti smontare

Li vedi entrare e uscire a flusso continuo. Profumo addosso, telefono in mano, un’occhiata all’altare e via. Il Giovedì santo, per molti, è questo: sette chiese in sequenza, come tappe di una maratona gentile. Ma la verità è scomoda: ci muoviamo tanto, ma andiamo poco lontano.

Perché questa tradizione, nata come pellegrinaggio vero, oggi rischia di diventare un rito anestetizzato. Non per cattiveria—per abitudine. Si fa perché “si è sempre fatto”. Ma il Vangelo di questa sera non parla di abitudini: parla di un Dio che si inginocchia e lava piedi che puzzano di strada e di tradimento.

Questo è il punto che evitiamo.

Entriamo in chiesa, sì. Ma restiamo fuori da quel gesto. Non ci riguarda—pensiamo. E invece è proprio lì che tutto si gioca: non in quante chiese visiti, ma in quanto sei disposto a lasciarti smontare.

Perché lavare i piedi oggi significa una cosa precisa: abbassarti dove non vuoi, servire chi non ti conviene, restare quando sarebbe più facile sparire.

E allora forse il problema non è lo “struscio”. È lo sguardo. Puoi fare sette chiese e vivere un pellegrinaggio autentico. Oppure farne una sola e restare impermeabile.

La differenza la fa una domanda che brucia: io, oggi, chi sto servendo davvero?

Se non trovi una risposta, puoi continuare a camminare quanto vuoi.
Ma non stai andando da nessuna parte.

Ha conseguito la licenza in teologia spirituale e in teologia morale presso la Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale di Napoli. E’ stato recensionista per la rivista Il Cooperatore Paolino, docente di teologia spirituale presso l’Istituto Diocesano di Scienze Religiose dell’Arcidiocesi di Amalfi-Cava de’ Tirreni, direttore editoriale del mensile diocesano Fermento, bioeticista nel Comitato Etico dell’ASL Salerno. E’ cultore di materie filosofiche e teologiche, docente di I.R.C. in alcune Scuole Superiori di Cava de’ Tirreni e Presidente del sodalizio Cavalieri della Bolla Pontificia.

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