scritto da Gennaro Pierri - 07 Aprile 2026 08:06

Rimandare è già decidere (anche quando fai finta di no)

Dire che “non è il momento” spesso significa “non voglio pagare il prezzo”. Onesto. Ma almeno chiamalo col suo nome

Hai mai scritto un messaggio e poi non l’hai inviato? Ecco: quella è una decisione. Anche se ti racconti che è solo “attesa”.

Un alunno mi ha detto di aver tenuto per mesi una domanda in tasca: “Mi fa bene questa relazione?”. Non l’ha mai detta ad alta voce. Nel frattempo, ha cambiato orari, amici, umore. Non ha scelto? No: ha scelto ogni giorno di non scegliere.

È così che funzionano le domande rimandate: ti governano da dietro. Ci piacciono le risposte veloci perché non chiedono responsabilità. Le domande vere, invece, sì. “Cosa voglio davvero?” non è filosofica: è operativa. Se la prendi sul serio, devi togliere qualcosa, cambiare rotta, deludere qualcuno. E allora la metti in standby. Ma lo standby consuma.

Dire che “non è il momento” spesso significa “non voglio pagare il prezzo”. Onesto. Ma almeno chiamalo col suo nome. Perché la chiarezza è già mezzo cambiamento: ti impedisce di fingere neutralità. Prova questo: scrivi una sola domanda che stai evitando. Non dieci, una. E accanto scrivi il costo del rimandarla per altri tre mesi. Non in teoria: in sonno perso, opportunità saltate, energia sprecata. Vedrai che il conto è già aperto.

Non tutte le domande vanno risolte oggi. Ma tutte chiedono di essere riconosciute. Ignorarle non le spegne, le radicalizza. Quindi scegli: vuoi davvero più tempo… o vuoi più verità?

Ha conseguito la licenza in teologia spirituale e in teologia morale presso la Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale di Napoli. E’ stato recensionista per la rivista Il Cooperatore Paolino, docente di teologia spirituale presso l’Istituto Diocesano di Scienze Religiose dell’Arcidiocesi di Amalfi-Cava de’ Tirreni, direttore editoriale del mensile diocesano Fermento, bioeticista nel Comitato Etico dell’ASL Salerno. E’ cultore di materie filosofiche e teologiche, docente di I.R.C. in alcune Scuole Superiori di Cava de’ Tirreni e Presidente del sodalizio Cavalieri della Bolla Pontificia.

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