scritto da Gennaro Pierri - 11 Aprile 2026 10:11

“Quando smetti di piacermi: il problema non sei tu, è la folla”

Viviamo immersi in un mercato dell’attenzione dove tutto è visibile, confrontabile, sostituibile. Più qualcosa è frequentato, più aumenta il rumore attorno. E più aumenta il rumore, più diminuisce la nostra percezione di unicità

“Mi piace di più quando è meno affollato.” Tradotto: mi piaci quando non devo competere per esistere accanto a te. Non è romanticismo. È strategia emotiva. Viviamo immersi in un mercato dell’attenzione dove tutto è visibile, confrontabile, sostituibile. Più qualcosa è frequentato, più aumenta il rumore attorno. E più aumenta il rumore, più diminuisce la nostra percezione di unicità. Non cerchiamo il bello: cerchiamo ciò che ci fa sentire distinti mentre lo viviamo.

Ecco perché un locale diventa insopportabile quando “lo scoprono tutti”. Non è cambiato il locale: è cambiata la nostra posizione dentro di esso. Da protagonisti a comparse. Lo stesso accade con le persone. Ci piacciono finché ci illudono di essere speciali. Appena entrano altri sguardi, altri desideri, scatta una verità che non reggiamo: non siamo unici, siamo uno dei tanti.

Allora scappiamo. Chiamiamo questa fuga “gusto”, “selettività”, “qualità”. Ma spesso è solo paura di essere ridimensionati. Attenzione: non è sbagliato cercare silenzio o profondità. È sbagliato confondere il valore con la scarsità. Una cosa non è migliore perché pochi la vivono. È migliore se resta significativa anche quando smette di esserlo solo per te.

La vera prova? Restare. Restare quando arrivano gli altri. Restare quando non sei più il primo, né l’unico. Restare e vedere se ti piace ancora. Se hai bisogno che gli altri se ne vadano per capire cosa ami, forse non stai scegliendo davvero. Stai solo difendendo il tuo posto.

Ha conseguito la licenza in teologia spirituale e in teologia morale presso la Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale di Napoli. E’ stato recensionista per la rivista Il Cooperatore Paolino, docente di teologia spirituale presso l’Istituto Diocesano di Scienze Religiose dell’Arcidiocesi di Amalfi-Cava de’ Tirreni, direttore editoriale del mensile diocesano Fermento, bioeticista nel Comitato Etico dell’ASL Salerno. E’ cultore di materie filosofiche e teologiche, docente di I.R.C. in alcune Scuole Superiori di Cava de’ Tirreni e Presidente del sodalizio Cavalieri della Bolla Pontificia.

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