scritto da Gennaro Pierri - 06 Aprile 2026 07:56

Pasquetta o lunedì dell’Angelo? Il giorno che abbiamo ridotto a pausa (e che potrebbe cambiarci)

Lunedì dell’Angelo racconta una scena precisa: qualcuno che arriva a un sepolcro e scopre che la morte non è l’ultima parola. Non è folklore. È uno shock. Eppure oggi quello shock non si sente più

Chiamiamolo come vogliamo: Pasquetta o lunedì dell’Angelo. Ma smettiamo di fingere che siano la stessa cosa. “Pasquetta” è una parola che sa di leggerezza: zaini, panini, playlist condivise. “Lunedì dell’Angelo”, invece, racconta una scena precisa: qualcuno che arriva a un sepolcro e scopre che la morte non è l’ultima parola. Non è folklore. È uno shock. Eppure oggi quello shock non si sente più. Non perché siamo peggiori, ma perché abbiamo fatto quello che gli esseri umani fanno sempre: abbiamo addomesticato ciò che ci supera. Una notizia destabilizzante è diventata una tradizione gestibile. Ma attenzione: non è la grigliata il problema. È l’assenza di coscienza. Perché uscire, camminare, cercare luce, tutto questo è perfettamente in linea con il senso originario del giorno. Il punto è: stiamo andando da qualche parte o semplicemente via da qualcosa?

Le donne del racconto evangelico non fuggono: vanno. E trovano qualcosa che le costringe a cambiare direzione. Noi, invece, spesso torniamo identici a prima. Più riposati, certo. Ma uguali.

Allora forse la domanda giusta non è “come festeggiare Pasquetta”, ma “cosa porto a casa da questo giorno?”. Un incontro? Una decisione? Un pensiero che mi disturba abbastanza da non lasciarmi tranquillo? Se non c’è nulla di questo, resta solo una pausa ben riuscita. E una pausa, per quanto meritata, non cambia la vita. La provocazione è semplice: se il lunedì dell’Angelo non ti sposta di un millimetro  allora non l’hai vissuto. L’hai solo attraversato.

Ha conseguito la licenza in teologia spirituale e in teologia morale presso la Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale di Napoli. E’ stato recensionista per la rivista Il Cooperatore Paolino, docente di teologia spirituale presso l’Istituto Diocesano di Scienze Religiose dell’Arcidiocesi di Amalfi-Cava de’ Tirreni, direttore editoriale del mensile diocesano Fermento, bioeticista nel Comitato Etico dell’ASL Salerno. E’ cultore di materie filosofiche e teologiche, docente di I.R.C. in alcune Scuole Superiori di Cava de’ Tirreni e Presidente del sodalizio Cavalieri della Bolla Pontificia.

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