scritto da Gennaro Pierri - 02 Marzo 2026 09:49

Le navi che partono ci insegnano a non possedere

La maturità non è indifferenza. È scegliere di amare senza trattenere. È benedire la nave che parte sapendo che non tutto ciò che si allontana è una perdita. A volte è la prova che abbiamo generato libertà

Una nave che salpa non è uno spettacolo romantico: è un atto di rottura. Taglia la corda, sposta equilibri, cambia per sempre la geografia di qualcuno. E quando succede, che sia un alunno in Erasmus, un amico che accetta un lavoro lontano o altro, non perdiamo solo una presenza. Perdiamo l’illusione di controllo.

“Quando parte una nave ovunque sia parte con lei un po’ della vita mia…” è la confessione di chi ha capito che amare significa esporsi alla partenza. Noi non soffriamo perché qualcuno va via. Soffriamo perché avevamo costruito il nostro equilibrio sulla sua permanenza.

Il punto è questo: abbiamo trasformato l’amore in garanzia e l’amicizia in abitudine. Ma le persone non sono parcheggi riservati. Sono rotte. E le rotte cambiano.

Ogni partenza smaschera una domanda decisiva: stavo vivendo o mi stavo appoggiando? Perché se tutta la mia identità dipende da chi resta, allora non sono un porto, sono una boa trascinata dalla corrente.

La maturità non è indifferenza. È scegliere di amare senza trattenere. È benedire la nave che parte sapendo che non tutto ciò che si allontana è una perdita. A volte è la prova che abbiamo generato libertà.

Forse il vero coraggio non è salpare. È restare a guardare l’orizzonte senza diventare prigionieri del molo. Perché prima o poi, diciamocelo, la prossima nave potrebbe essere la nostra. E allora: avremo vissuto abbastanza da non avere paura del mare?

Ha conseguito la licenza in teologia spirituale e in teologia morale presso la Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale di Napoli. E’ stato recensionista per la rivista Il Cooperatore Paolino, docente di teologia spirituale presso l’Istituto Diocesano di Scienze Religiose dell’Arcidiocesi di Amalfi-Cava de’ Tirreni, direttore editoriale del mensile diocesano Fermento, bioeticista nel Comitato Etico dell’ASL Salerno. E’ cultore di materie filosofiche e teologiche, docente di I.R.C. in alcune Scuole Superiori di Cava de’ Tirreni e Presidente del sodalizio Cavalieri della Bolla Pontificia.

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