scritto da Gennaro Pierri - 01 Aprile 2026 09:45

La tranquillità non basta: come capire se stai scegliendo o scappando

La verità è che non esiste una scelta senza prezzo. La strada che ti fa paura può farti perdere. Quella che eviti può proteggerti. Ma ogni protezione ha un costo: restringe il campo della tua vita

Prof, buongiorno… come faccio a capire se ho scelto davvero bene, oppure se sto solo chiamando “tranquillità” qualcosa che in realtà è paura?

Era ancora buio quando mi è arrivata una notifica sul cellulare… ho visto e ho trovato questo messaggio di una mia alunna… e quando le giornate si preannunciano così, con questo tipo di domande, vado nel panico perché non posso non rispondere e devo cercare di dare una risposta “alla prof. Pierri” come dicono i miei poveri alunni…

La domanda è più pericolosa di quanto sembri. Perché smonta una delle bugie più comode che ci raccontiamo: che stare tranquilli significhi aver scelto bene. La tranquillità, da sola, non è una prova. È un effetto. E può nascere da due radici opposte: dalla pace… o dalla rinuncia. C’è una tranquillità che allarga la vita: quella che senti quando sei dentro qualcosa che ti corrisponde, anche se è difficile. Non è assenza di fatica, è assenza di fuga.

Poi c’è un’altra tranquillità, più subdola: quella che arriva quando smetti di metterti in gioco. Non ti agita più nulla, è vero. Ma nemmeno ti accende. La differenza non la capisci subito. La capisci nel tempo. Se hai scelto bene, la tua tranquillità regge anche quando la vita ti provoca. Non hai bisogno di giustificarti continuamente, non invidi chi ha preso strade più rischiose, non senti il bisogno di spiegarti ogni volta che qualcuno ti mette in discussione. Se invece hai evitato per paura, succede altro: diventi bravissimo a razionalizzare. Costruisci discorsi perfetti per spiegare perché “non ne valeva la pena”. Ma sotto, ogni tanto, arriva una fitta. Non è rimpianto pieno, è qualcosa di più sottile: la sensazione che ci sia una versione di te che non hai mai incontrato. E quella sensazione non passa.

La verità è che non esiste una scelta senza prezzo. La strada che ti fa paura può farti perdere. Quella che eviti può proteggerti. Ma ogni protezione ha un costo: restringe il campo della tua vita.

Allora la domanda giusta non è “sto tranquilla?”. È più scomoda: questa tranquillità mi sta facendo crescere… o mi sta facendo scomparire lentamente? Perché a volte non stai scegliendo la pace. Stai solo scegliendo una versione più piccola di te, abbastanza sicura da non farti male, ma troppo stretta per farti vivere davvero.

 

Ha conseguito la licenza in teologia spirituale e in teologia morale presso la Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale di Napoli. E’ stato recensionista per la rivista Il Cooperatore Paolino, docente di teologia spirituale presso l’Istituto Diocesano di Scienze Religiose dell’Arcidiocesi di Amalfi-Cava de’ Tirreni, direttore editoriale del mensile diocesano Fermento, bioeticista nel Comitato Etico dell’ASL Salerno. E’ cultore di materie filosofiche e teologiche, docente di I.R.C. in alcune Scuole Superiori di Cava de’ Tirreni e Presidente del sodalizio Cavalieri della Bolla Pontificia.

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