scritto da Gennaro Pierri - 17 Marzo 2026 08:07

“La testa è croce”: la trappola di chi pensa troppo

Eppure quasi tutte le cose importanti della nostra esistenza nascono da un momento irrazionale. Un sì detto senza essere sicuri. Un viaggio prenotato d’impulso. Un lavoro accettato con un filo di paura

C’è una condanna moderna che non fa rumore. Non si vede, non si sente, ma pesa. È quella di chi vive sempre dentro la propria testa. E alla fine scopre che la testa, invece di salvarti, diventa croce.

Una volta si diceva: pensa prima di agire. Oggi il problema è l’opposto: pensiamo così tanto che non agiamo più. Apriamo dieci schede prima di prenotare un viaggio. Confrontiamo venti opinioni prima di scegliere un’università. Analizziamo ogni parola di un messaggio prima di rispondere. Il risultato non è saggezza. È paralisi. La mente moderna funziona come un motore sempre acceso. Social, notifiche, confronti continui. Tutto ci invita a valutare, prevedere, ottimizzare. Ma la vita vera non è un algoritmo.

E così succede qualcosa di curioso: la testa diventa croce. Non nel senso della moneta, ma nel senso del peso. Più analizziamo, più sentiamo il rischio di sbagliare. E più sentiamo il rischio, più  rimaniamo fermi. Pensiamo di proteggerci dagli errori. In realtà ci proteggiamo dalla vita.

Eppure quasi tutte le cose importanti della nostra esistenza nascono da un momento irrazionale. Un sì detto senza essere sicuri. Un viaggio prenotato d’impulso. Un lavoro accettato con un filo di paura. La testa serve, eccome. Ma solo quando sa fermarsi un passo prima di diventare gabbia. Perché la verità è semplice e scomoda: la vita non la vincono quelli che hanno pensato di più.
La vincono quelli che, a un certo punto, hanno smesso di pensarci… e hanno gettato il cuore al di là dell’ostacolo!

Ha conseguito la licenza in teologia spirituale e in teologia morale presso la Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale di Napoli. E’ stato recensionista per la rivista Il Cooperatore Paolino, docente di teologia spirituale presso l’Istituto Diocesano di Scienze Religiose dell’Arcidiocesi di Amalfi-Cava de’ Tirreni, direttore editoriale del mensile diocesano Fermento, bioeticista nel Comitato Etico dell’ASL Salerno. E’ cultore di materie filosofiche e teologiche, docente di I.R.C. in alcune Scuole Superiori di Cava de’ Tirreni e Presidente del sodalizio Cavalieri della Bolla Pontificia.

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