scritto da Gennaro Pierri - 09 Marzo 2026 10:14

La realtà non cambia. Cambia il punto da cui la guardi

Non possiamo decidere tutto ciò che succede nella nostra vita. Sarebbe comodo, ma non funziona così. Possiamo però decidere una cosa infinitamente più potente: il significato che daremo a ciò che succede

Un fatto curioso della vita: due persone possono attraversare lo stesso identico giorno e uscirne con due storie completamente diverse. Non perché sia successo qualcosa di diverso. Ma perché hanno guardato la stessa realtà da due punti opposti.

Immagina questa scena. Due studenti ricevono lo stesso voto mediocre. Uno pensa: non sono portato. L’altro pensa: ok, qui devo capire cosa non ho capito. Il foglio è identico. L’inchiostro pure. Ma per uno è una sentenza, per l’altro è una mappa. La differenza non è nel voto. È nella prospettiva.

Siamo cresciuti con l’idea che la vita cambi quando cambiano gli eventi: trovare lavoro, perdere qualcosa, incontrare qualcuno, fallire. Ma chi osserva bene le storie delle persone si accorge di una cosa strana: spesso la svolta non arriva quando accade qualcosa di nuovo.

Arriva quando qualcuno guarda lo stesso evento in modo diverso. Un licenziamento diventa l’inizio di una strada inattesa. Una critica diventa il punto in cui inizi davvero a migliorare. Un errore diventa il momento in cui smetti di fingere di sapere tutto. La prospettiva è come spostarsi di due passi in una stanza buia: improvvisamente la luce entra da una finestra che prima non vedevi.

E la parte più sorprendente è questa: nessuno può farlo al posto tuo.

Non possiamo decidere tutto ciò che succede nella nostra vita. Sarebbe comodo, ma non funziona così. Possiamo però decidere una cosa infinitamente più potente: il significato che daremo a ciò che succede. Ed è qui che molti mondi interiori prendono strade diverse. Perché a volte non cambia l’evento. Non cambia il problema. Non cambia nemmeno la fatica. Cambia solo di pochi centimetri il punto da cui guardi. E quei pochi centimetri, lentamente, cambiano l’intero paesaggio.

La vera domanda allora non è: perché mi è successo questo? La domanda più pericolosa  è un’altra: e se stessi guardando tutto dal posto sbagliato?

 

Ha conseguito la licenza in teologia spirituale e in teologia morale presso la Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale di Napoli. E’ stato recensionista per la rivista Il Cooperatore Paolino, docente di teologia spirituale presso l’Istituto Diocesano di Scienze Religiose dell’Arcidiocesi di Amalfi-Cava de’ Tirreni, direttore editoriale del mensile diocesano Fermento, bioeticista nel Comitato Etico dell’ASL Salerno. E’ cultore di materie filosofiche e teologiche, docente di I.R.C. in alcune Scuole Superiori di Cava de’ Tirreni e Presidente del sodalizio Cavalieri della Bolla Pontificia.

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