La bugia che rende la vita più difficile di quanto sia
La risposta più onesta è questa: la vita è difficile perché qualcuno ci ha venduto l’idea che non dovrebbe esserlo. Fin da piccoli respiriamo una promessa implicita: se fai le scelte giuste, tutto andrà più o meno liscio. Studia bene. Scegli la strada giusta. Impegnati. E la vita funzionerà. Poi cresci. E scopri che non funziona così
Mentre sto cercando di preparare le lezioni per domani (oggi per chi legge) ricevo un messaggio da un mio alunno del Genoino (uno dei tanti che mi arrivano a ogni ora del giorno e anche della notte sinceramente): “Prof, lo so che siete ancora sveglio, ma perché la vita è così difficile”? Quando uno studente ti fa una domanda del genere, sei messo alle corde e forse mai come in questi momenti ti senti piccolo piccolo…
In fondo in fondo, la domanda ce la portiamo tutti dietro. La risposta più onesta è questa: la vita è difficile perché qualcuno ci ha venduto l’idea che non dovrebbe esserlo. Fin da piccoli respiriamo una promessa implicita: se fai le scelte giuste, tutto andrà più o meno liscio. Studia bene. Scegli la strada giusta. Impegnati. E la vita funzionerà. Poi cresci. E scopri che non funziona così.
Scopri che puoi impegnarti molto e sentirti comunque confuso. Che puoi scegliere una strada e accorgerti dopo anni che non è la tua. Che le relazioni più importanti richiedono pazienza, attriti, perdono. La verità è che la difficoltà non è un incidente della vita. È il suo linguaggio.
Pensaci: nessuno pretende che una maratona sia facile. Nessuno si stupisce se imparare una lingua richiede anni. Eppure ci sorprendiamo se diventare adulti è complicato. Forse perché guardiamo le vite degli altri come si guardano le vetrine: vediamo il risultato, non il laboratorio.
Ma c’è un’altra cosa che rende la vita pesante: la paura di sbagliare strada. Come se esistesse una traiettoria perfetta da indovinare al primo colpo. Non esiste. Molte delle scelte decisive della vita si capiscono solo dopo, non prima. E allora forse la vera abilità non è evitare la fatica, ma imparare a starci dentro senza pensare di essere “sbagliati”.
A tutto questo papiello ho aggiunto anche: la vita è difficile. Ma non è un difetto. È il prezzo della profondità. Poi ho aggiunto una cosa a cui non avevo mai pensato prima: forse il vero problema non è che la vita è dura. È che è difficile trovare qualcuno che ci insegni come attraversarla. E questa, forse, è la lezione che dovremmo iniziare a imparare davvero. Quando ho schiacciato il tasto “invia” su whatsapp ho aspettato con ansia che venisse almeno visualizzato. Dopo un’oretta è stato visualizzato con questa risposta: “prof, state tranquillo… andrà tutto bene”.







