I cento giorni dopo
La scuola è uno dei pochi luoghi della vita dove il tempo è condiviso ogni giorno. Stesse persone, stessi corridoi, stessi ritmi. Una piccola società in miniatura. E per anni sembra una prigione. Si aspetta la campanella. Si aspetta il venerdì. Si aspetta giugno. Si aspetta sempre di uscire. Poi arriva l’ultimo anno. E il paradosso è questo: quando la porta si apre davvero, ci si accorge che quel posto non era soltanto una gabbia. Era anche una casa
Ai miei studenti delle quinte che ieri hanno festeggiato i 100 giorni… per riflettere insieme…
Ieri avete festeggiato i cento giorni. Le foto sono già sui social e un po’ mi sono commosso nel guardarvi: gruppi sorridenti, cartelli ironici, cori, abbracci. Ogni anno la stessa scena: gli studenti delle quinte che celebrano il conto alla rovescia verso la maturità. Ma c’è un dettaglio curioso. Quasi nessuno, ieri, stava pensando davvero all’esame. La maturità è lì, certo. Ma in fondo tutti sanno che passerà: con più o meno ansia, con più o meno studio. L’esame è una soglia. Quello che i cento giorni segnalano è qualcosa di molto più serio. Segnalano la fine di un mondo.
La scuola è uno dei pochi luoghi della vita dove il tempo è condiviso ogni giorno. Stesse persone, stessi corridoi, stessi ritmi. Una piccola società in miniatura. E per anni sembra una prigione. Si aspetta la campanella. Si aspetta il venerdì. Si aspetta giugno. Si aspetta sempre di uscire. Poi arriva l’ultimo anno. E il paradosso è questo: quando la porta si apre davvero, ci si accorge che quel posto non era soltanto una gabbia. Era anche una casa.
Perché tra quei banchi non avete imparato solo formule o date. Avete imparato le prime amicizie vere, le prime delusioni, le prime discussioni serie sulla vita. Avete imparato — spesso senza accorgervene — a diventare adulti. I cento giorni servono a questo: a mettere un numero su qualcosa che normalmente non si misura. Il tempo che resta insieme. E allora la vera domanda non è se la festa di ieri sia stata bella. La domanda è un’altra. Adesso che sapete che mancano cento giorni… cosa farete di questi cento giorni? Perché c’è una lezione che la scuola raramente insegna, ma che la vita ripete spesso: quasi tutte le cose più importanti finiscono senza avvisare.
I cento giorni, invece, l’avviso lo danno. Sta a voi decidere se ascoltarlo.







