Equinozio di marzo: oggi è il primo giorno di primavera!
Quest’anno l’equinozio cade il 20 marzo. L’equinozio di primavera, contrariamente da quello che abbiamo imparato da bambini, non cade necessariamente il 21 marzo. La data oscilla tra il 19 e il 21 marzo
La pianta simbolica dell’Equinozio di Primavera è il trifoglio. Esso rappresenta le tre parti dell’esistenza umana (mente, corpo e anima), le tre incarnazioni della Triplice Dea (fanciulla, madre e vecchia) e i tre regni di terra, mare e cielo.
Gli antichi Egizi costruirono la Sfinge di Giza in modo che fosse diretta verso il punto in cui il sole sorge nel giorno dell’Equinozio di Primavera. A Stonehenge, in Inghilterra, nel giorno dell’equinozio il sole sorge esattamente tra due enormi massi, posizionati circa 4.000 anni fa. Nella Cristianità la data è significativa perché la Pasqua cade sempre la prima domenica dopo la prima luna piena dopo l’Equinozio primaverile.
L’Equinozio di primavera è un momento speciale nel quale si sprigiona energia nel nostro pianeta. Energia per piantare, per crescere, per rinnovare le nostre vite. Facendo esplodere i colori e i profumi nella natura, segna di fatto un nuovo inizio, una rinascita celebrata sin dall’antichità e raffigurata spesso dall’immagine dell’uovo, divenuto poi simbolo della Pasqua.
Nell’Antica Roma si celebravano antiche feste pagane dell’equinozio di primavera tra cui l’Aequinoctium Vernum e il ritorno di Core, o Proserpina, tra le braccia della madre Cerere, dea della vegetazione e antico archetipo della Dea Madre, chiamata Demetra nel mito greco.
Le popolazioni germaniche celebrano una festività simile col nome di Ostara in onore della dea Eostre, che governava la fertilità e il risveglio della natura. Proprio da questa festività nacque l’immagine della lepre marzolina che deponeva le uova, simbolo di vita.
L’equinozio di primavera è un tempo di passaggio tra due stagioni, che ci invita a risvegliare in noi il potere creativo e ad ascoltare i messaggi di speranza che la natura fa fiorire sotto i nostri occhi. Un rituale semplice per riconnettersi alla natura consiste nell’andare a raccogliere asparagi selvatici, tarassaco, rucola e altre erbe commestibili spontanee preziose per la depurazione dell’organismo. Nella sua semplicità, questo modo di celebrare la primavera porta a stretto contatto con la natura, ci aiuta ad aprire gli occhi sull’abbondanza e la bellezza che ci circonda e ci permette di recuperare quel bagaglio di antichi saperi una volta tramandato di generazione in generazione prima che venga totalmente dimenticato.







