scritto da Gennaro Pierri - 01 Marzo 2026 11:05

Equilibrio? No, grazie. Meglio il bilico

Il punto non è eliminare l’ansia prima di scegliere, ma scegliere anche con l’ansia. Non è aspettare di sentirsi pronti, ma diventarlo camminando

equilibrio

L’equilibrio non è quello che pensi. Non è pace zen, non è vita perfettamente organizzata, non è “aver risolto tutto”. È un tremore gestito bene.

Prova a stare su un piede solo per trenta secondi. Il corpo non resta immobile: corregge, aggiusta, oscilla. L’equilibrio è instabilità governata. E questa è una notizia liberante.

Abbiamo venduto ai ragazzi l’idea che per stare bene bisogna essere centrati, coerenti, sicuri. Ma la verità è più scomoda: si cresce attraversando contraddizioni. Il pensiero di Friedrich Nietzsche sulla “corda tesa” non è poesia astratta: è una diagnosi. Siamo tensione. Se non la sentiamo, forse non stiamo vivendo davvero.

Il punto non è eliminare l’ansia prima di scegliere, ma scegliere anche con l’ansia. Non è aspettare di sentirsi pronti, ma diventarlo camminando. Ogni decisione è un passo sul filo: carriera, relazioni, identità. Restare fermi sembra sicuro, ma alla lunga è la forma più sottile di caduta.

Ecco allora la prospettiva che ribalta tutto: l’equilibrio non si trova evitando il rischio, ma frequentandolo in modo intelligente. Allenando il dubbio invece di demonizzarlo. Accettando che oscillare non è fallire, è restare vivi.

Forse dovremmo smettere di chiedere ai giovani di “sistemarsi” e iniziare a insegnare loro l’arte di correggere la rotta. Perché il filo non scomparirà. La domanda è un’altra: vogliamo passare la vita a guardarlo da sotto, o trovare il coraggio di salirci sopra?

Ha conseguito la licenza in teologia spirituale e in teologia morale presso la Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale di Napoli. E’ stato recensionista per la rivista Il Cooperatore Paolino, docente di teologia spirituale presso l’Istituto Diocesano di Scienze Religiose dell’Arcidiocesi di Amalfi-Cava de’ Tirreni, direttore editoriale del mensile diocesano Fermento, bioeticista nel Comitato Etico dell’ASL Salerno. E’ cultore di materie filosofiche e teologiche, docente di I.R.C. in alcune Scuole Superiori di Cava de’ Tirreni e Presidente del sodalizio Cavalieri della Bolla Pontificia.

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