scritto da Gennaro Pierri - 30 Marzo 2026 10:21

Amici di Dio, smettere di recitare e iniziare a vivere davvero

Il punto non è credere in Dio. È capire che tipo di rapporto immagini. Se è solo un concetto, non ti cambierà mai. Se invece lo tratti come un interlocutore reale, uno davanti al quale non puoi bluffare, allora succede qualcosa di concreto: inizi a prendere sul serio la tua vita

E se Dio non fosse il problema, ma la scusa? La scusa per non cambiare davvero. Perché diventare suoi amici sarebbe la cosa meno rassicurante che esista.

Parlare di amicizia con Dio suona poetico. Ma è un’idea pericolosa. Perché un amico vero non lo gestisci: ti entra dentro, ti cambia le priorità, ti toglie gli alibi.

Il punto non è credere in Dio. È capire che tipo di rapporto immagini. Se è solo un concetto, non ti cambierà mai. Se invece lo tratti come un interlocutore reale, uno davanti al quale non puoi bluffare, allora succede qualcosa di concreto: inizi a prendere sul serio la tua vita.

Chi vive questa relazione racconta sempre lo stesso passaggio: smette di negoziare con se stesso. Meno autoinganni, meno scuse eleganti. Non perché “deve”, ma perché si sente visto. E quando ti senti visto davvero, o scappi o cambi.

Qui entra la differenza rispetto a una semplice crescita personale: non sei tu al centro. Non sei tu che ti migliori. Sei chiamato fuori. È scomodo, perché perdi il controllo del racconto su te stesso. Ma guadagni una cosa rara: coerenza.

E questo ha effetti verificabili. Cambia come tratti chi non ti serve. Cambia come gestisci il fallimento. Cambia perfino il modo in cui stai da solo: non più come fuga, ma come spazio abitato.

Certo, resta il dubbio: e se fosse solo suggestione? Possibile. Ma allora perché questa “illusione” produce persone meno ciniche, meno narcisiste, più capaci di responsabilità?

Forse la questione non è dimostrare Dio.
Forse è verificare cosa succede quando smetti di usarlo e inizi – davvero – a parlargli.

Ha conseguito la licenza in teologia spirituale e in teologia morale presso la Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale di Napoli. E’ stato recensionista per la rivista Il Cooperatore Paolino, docente di teologia spirituale presso l’Istituto Diocesano di Scienze Religiose dell’Arcidiocesi di Amalfi-Cava de’ Tirreni, direttore editoriale del mensile diocesano Fermento, bioeticista nel Comitato Etico dell’ASL Salerno. E’ cultore di materie filosofiche e teologiche, docente di I.R.C. in alcune Scuole Superiori di Cava de’ Tirreni e Presidente del sodalizio Cavalieri della Bolla Pontificia.

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