Gennaro Pierri

Ha conseguito la licenza in teologia spirituale e in teologia morale presso la Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale di Napoli. E’ stato recensionista per la rivista Il Cooperatore Paolino, docente di teologia spirituale presso l’Istituto Diocesano di Scienze Religiose dell’Arcidiocesi di Amalfi-Cava de’ Tirreni, direttore editoriale del mensile diocesano Fermento, bioeticista nel Comitato Etico dell’ASL Salerno. E’ cultore di materie filosofiche e teologiche, docente di I.R.C. in alcune Scuole Superiori di Cava de’ Tirreni e Presidente del sodalizio Cavalieri della Bolla Pontificia.
Non si tratta di demonizzare la tecnologia o l’efficienza. Si tratta di scegliere quando accelerare e quando restare. Di capire che alcune strade vanno percorse lente
Pubblicato il 27/02/2026
“Divorante” non significa frenetica. Non è l’ansia da prestazione travestita da ambizione. È piuttosto l’opposto della vita tiepida. È scegliere qualcosa che valga il rischio di fallire. Perché senza difficoltà da vincere non esiste crescita, solo intrattenimento
Pubblicato il 24/02/2026
Noi accumuliamo. Lui si è spogliato. Noi costruiamo brand personali. Lui ha distrutto il suo status sociale in piazza. Noi misuriamo tutto in visibilità. Lui ha scelto la marginalità. E il paradosso è feroce: l’uomo che ha scelto di sparire è diventato uno dei volti più riconoscibili della storia
Pubblicato il 22/02/2026
Ci hanno venduto l’idea che la felicità sia uno stato permanente, una specie di sole interiore che non tramonta mai. Una versione emotiva del “per sempre”. Ma già i filosofi antichi, da Aristotele a Epicuro, sapevano che non funziona così
Pubblicato il 19/02/2026
Il paradosso è che viviamo nell’epoca del contatto permanente e dell’intimità rarefatta. Ci sfioriamo ovunque e non ci tocchiamo quasi mai. La cenere sulla fronte, allora, diventa un gesto controcorrente: ti ricorda che il tuo corpo è destinato a dissolversi, ma proprio per questo è sacro adesso
Pubblicato il 18/02/2026
Viviamo nell’epoca dell’iperstimolazione. I social, da Instagram a TikTok, sono progettati per catturare i nostri occhi. Le notifiche sono studiate per risvegliare il nostro sistema dopaminico. Il risultato? Siamo diventati eccellenti reattori, ma pessimi interpreti. Reagiamo a tutto, comprendiamo poco
Pubblicato il 16/02/2026
Ci hanno insegnato che la durezza tempra il carattere. Che essere esigenti con se stessi è sinonimo di forza. Ma c’è una differenza enorme tra disciplina e disprezzo. La prima costruisce, il secondo scava. E nel buco che resta è difficile crescere qualcosa di buono
Pubblicato il 12/02/2026
Il Vangelo non chiede mai un atto di fede cieca. Chiede fiducia, sì, ma una fiducia intelligente. «Venite e vedrete», dice Gesù. Non: “Spegnete il cervello e sentite qualcosa”. Quando la folla smette di capire e inizia solo a pretendere miracoli, lui se ne va
Pubblicato il 11/02/2026
In un’epoca che premia la velocità, rallentare è un atto radicale. Quasi sovversivo. Vuol dire dire: non mi lascio dettare il ritmo dalla paura. Vuol dire riconoscere che alcune risposte hanno bisogno di silenzio prima che di parole, di ascolto prima che di azione
Pubblicato il 10/02/2026
Viviamo nell’epoca in cui tutto si misura, ma quasi mai il tempo. Misuriamo i passi, le calorie, i follower, i minuti di attenzione. Eppure il tempo scivola via come una moneta che non guardiamo mai in faccia. Contare i giorni non è un esercizio malinconico. È un atto rivoluzionario
Pubblicato il 09/02/2026