Italia 2026: tra guerra, identità e stanchezza sociale. Il nuovo Radar SWG fotografa un Paese diviso e in trasformazione
Il report SWG del 16-22 febbraio 2026 racconta un’Italia sospesa tra pessimismo sulla guerra in Ucraina, tensioni identitarie legate ai simboli cattolici e un crescente desiderio di liberarsi dalle aspettative sociali. Sullo sfondo, economia stagnante e intenzioni di voto che confermano la leadership di Fratelli d’Italia
Il nuovo Radar SWG dedicato alla settimana 16-22 febbraio 2026 offre una fotografia nitida di un Paese attraversato da incertezze geopolitiche, tensioni culturali e un profondo bisogno di ridefinire il proprio rapporto con le aspettative sociali. Tre i grandi capitoli del report: la guerra in Ucraina, il ruolo dei valori cattolici nell’identità nazionale e quella che SWG definisce “l’era del dire basta”.
Quattro anni di guerra in Ucraina: pessimismo crescente
A quattro anni dall’invasione russa, gli italiani non vedono spiragli di pace. Come si legge nel documento, «non si ravvisa alcun ottimismo nei confronti di una possibile fine delle ostilità», e il pessimismo risulta addirittura più diffuso rispetto al 2022.
La responsabilità del mancato accordo viene attribuita soprattutto a Vladimir Putin (33%), ma una quota significativa punta il dito anche contro l’Ucraina, accusata di non voler cedere il Donbass (27%), e contro le grandi potenze come Stati Uniti e Cina (25%).
Sul fronte delle soluzioni, gli italiani immaginano un compromesso: Kiev dovrebbe essere disposta a cedere i territori già occupati dai russi e rinunciare alla NATO, ma non accettare altre richieste considerate eccessive.
Resta divisivo il tema dell’invio di armi, anche se i favorevoli superano i contrari (51% contro 31%). Il sostegno è più compatto tra gli elettori dell’opposizione.
Valori cattolici e identità nazionale: un Paese che si riconosce nella tradizione, ma si divide sui simboli
Il secondo capitolo del report affronta il peso della cultura cattolica nella società italiana. Due italiani su tre dichiarano di avere in casa un simbolo religioso, e il 74% dei non credenti non espone alcun oggetto sacro.
La proposta di legge che prevede l’obbligo di esporre il crocifisso negli edifici pubblici raccoglie il favore del 57% degli intervistati, ma divide nettamente il Paese: è sostenuta dall’82% degli elettori di centrodestra e solo dal 35% di quelli di centrosinistra.
Se potessero scegliere liberamente, però, gli italiani indicherebbero come simbolo identitario principale la bandiera tricolore (52%), seguita dal crocifisso (36%) e dalla foto del Presidente della Repubblica (28%).
“L’era del dire basta”: la stanchezza sociale come fenomeno generazionale
La terza parte del report è forse la più sorprendente. SWG descrive un’Italia che sta rinegoziando il proprio rapporto con le aspettative collettive. «Dire “basta” non è più un atto di ribellione isolato, ma il segnale di un cambiamento culturale profondo», si legge nel documento.
Gli italiani si sentono schiacciati da:
- l’ideale della famiglia perfetta (52%, 60% tra i Millennials)
- la pressione del successo professionale (64% nella Gen Z)
- l’obbligo di apparire sempre in forma e impeccabili
- la socialità “di facciata”, fatta di inviti accettati per dovere
Un italiano su tre ha già detto basta alle uscite sociali non desiderate, e uno su quattro non vuole più mostrarsi “sempre forte e felice”.
Sul piano dello stile personale, si registra un vero e proprio “sciopero della scomodità”: il 43% delle donne ha abbandonato i tacchi, mentre tra gli uomini cala drasticamente l’uso della cravatta e dei completi formali.
Economia ed elettorato: fiducia bassa, FdI ancora primo partito
La percezione economica resta stagnante: il 48% ritiene che la situazione sia invariata, mentre il 41% la vede peggiorata. Solo l’11% intravede miglioramenti.
Sul fronte politico, le intenzioni di voto del 23 febbraio 2026 confermano Fratelli d’Italia come primo partito (29,8%), seguito dal Partito Democratico (21,9%) e dal Movimento 5 Stelle (11,5%). Forza Italia si attesta all’8,3%, mentre Lega e Alleanza Verdi-Sinistra sono entrambe intorno al 6,6-6,7%.
Il 27% degli intervistati non si esprime.
Un Paese in cerca di equilibrio
Il quadro che emerge è quello di un’Italia sospesa: pessimista sulla scena internazionale, divisa sui simboli identitari, ma anche desiderosa di autenticità e di una vita meno condizionata dalle aspettative sociali. Un Paese che, pur tra contraddizioni e incertezze, sembra interrogarsi profondamente su chi è e su chi vuole diventare.







