Il minuto di silenzio nelle scuole, pensato come gesto di rispetto, rischia di trasformarsi in un rito automatico che rassicura gli adulti ma lascia i ragazzi ai margini del senso. Il silenzio non è un atto neutro né spontaneo: per molti studenti è vuoto, disagio, imbarazzo. Questo articolo propone una riflessione sul valore educativo del silenzio e sulla responsabilità della scuola nel prepararlo e accompagnarlo, affinché diventi esperienza di ascolto, consapevolezza e assunzione collettiva del dolore, e non una pausa formale destinata a esaurirsi con il suono della campanella
Pubblicato il 07/01/2026





