La Luce della Pace arriva a Salerno e raggiunge la Costiera: al via la staffetta degli scout
Sabato la consegna all’Amministrazione Comunale e l’avvio del percorso che toccherà Cava de’ Tirreni e i comuni della Divina. La fiamma sarà custodita al Museo Mamma Lucia fino al 17 gennaio
La Luce della Pace da Betlemme farà il suo ingresso a Salerno venerdì 13 dicembre, accolta dai Gruppi Scout AGESCI, MASCI e CNGEI presso la stazione ferroviaria. Da qui partirà la tradizionale staffetta che condurrà la fiamma in tutto il territorio della Costiera Amalfitana e di Cava de’ Tirreni, rinnovando un cammino che dal 1986 unisce comunità, associazioni e cittadini nel segno della pace.
Anche quest’anno, attorno agli scout — custodi storici di questa tradizione — si è riunito un ampio numero di realtà associative del territorio, dando vita al Coordinamento Accoglienza Luce della Pace da Betlemme, nato con l’obiettivo di diffondere il messaggio universale che accompagna la fiamma.
L’invito ad attingere alla Luce è rivolto a tutte le persone e alle comunità che desiderano condividere il valore simbolico di questo gesto. Come ricordato dalla delegazione italiana durante la cerimonia internazionale di consegna a Linz, lo scorso 6 dicembre, «non chiediamo una Pace imposta, ma raggiunta con gli sforzi della collettività. Facciamo che il nostro cuore sia il primo luogo pacificato, libero dall’ansia e dal giudizio affrettato».
La cerimonia cittadina è prevista per sabato alle ore 18 in piazza Abbro, dove la Luce sarà consegnata all’Amministrazione Comunale. A seguire, la fiamma sarà portata al Museo Mamma Lucia, che la custodirà fino al 17 gennaio, data conclusiva del percorso, quando nella Chiesa del Purgatorio si terrà il Concerto per la Pace “La Luce che Rinasce”. Subito dopo la consegna al Museo, è previsto un momento di distribuzione alla città presso la Cappella di San Giacomo.
Un cammino che, ancora una volta, vuole ricordare che la Luce della Pace «non ha solo un significato religioso, ma racchiude valori civili, etici e morali condivisi anche da chi non si riconosce in una fede». Ognuno può attribuirle un significato personale, ma — come sottolineano gli organizzatori — «il valore resta identico per tutti».







