Atrani, il sindaco Siravo costretto a diffidare l’ASCCCA: “Silenzio inaccettabile sugli atti. Il Presidente Cioffi risponda. Così non si governa”
Michele Siravo rompe il silenzio e informa i colleghi dell’Ambito S2: dopo un’istanza di accesso agli atti rimasta senza risposta, parte una diffida formale all’Azienda Speciale Consortile. Nel mirino: mancanza di documenti, assenza di una struttura amministrativa e un rapporto con i Comuni giudicato “opaco e anomalo”. Nella nota al presidente dell'ASCCCA, dott. Napoleone Cioffi, trasmessa anche a Prefettura, Revisore e organi consortili, il Sindaco denuncia violazioni di trasparenza e richiama l’art. 328 del Codice penale
Atrani accende i riflettori su un nodo che, da settimane, serpeggia sottotraccia tra i Comuni dell’Ambito S2: l’assenza di trasparenza e di un flusso informativo minimo da parte dell’ASCCCA, la neonata Azienda Speciale Consortile chiamata a gestire funzioni delicate per l’intero territorio.
Il sindaco Michele Siravo, con una comunicazione inviata ai colleghi, racconta un episodio che definisce “istituzionalmente anomalo”: il 15 dicembre 2025 ha presentato un’istanza di accesso agli atti ai sensi dell’art. 43 del TUEL e dell’art. 11 dello Statuto aziendale. Documenti essenziali per comprendere lo stato dell’Azienda, il suo funzionamento, le sue attività.
A oggi — sottolinea Siravo — nessuna risposta.
Una situazione che lo ha costretto a un passo insolito per un amministratore locale: una diffida formale. Non per polemica, precisa, ma per ristabilire un principio basilare: “L’ASCCCA appartiene a tutti i Comuni, e ogni Sindaco ha il diritto e il dovere di sapere, controllare e verificare.”
Il tono della nota è fermo, quasi amaro. Siravo ricorda che Atrani, proprio per rispetto istituzionale, ha sospeso atti e determinazioni in attesa di completare correttamente il percorso di adesione all’Azienda. Una scelta di prudenza e lealtà, che rende ancora più incomprensibile — scrive — la difficoltà nel reperire informazioni che dovrebbero essere “naturali, automatiche, quasi fisiologiche”.
Il quadro delineato è tutt’altro che rassicurante:
- l’ASCCCA non dispone ancora di una struttura amministrativa autonoma;
- non ha un Direttore Generale;
- si regge quasi esclusivamente sulla responsabilità politica dei suoi organi.
In questo contesto, osserva Siravo, la trasparenza non è un optional: è l’unico collante possibile per costruire fiducia e una governance realmente condivisa.
Il rischio, altrimenti, è evidente: “Se si indebolisce il rapporto con i Comuni, si indebolisce l’Azienda stessa.”
La lettera si chiude con una domanda che suona come un avvertimento politico: quale modello di governance si vuole imprimere all’ASCCCA?
Una struttura fondata su fiducia e collaborazione, oppure un sistema in cui la trasparenza diventa una concessione episodica?
Una domanda che ora rimbalza tra i Sindaci dell’Ambito S2, chiamati a rispondere non solo a Siravo, ma a un’intera comunità che attende chiarezza.
Atrani, quindi, porta allo scoperto un nuovo fronte di tensione istituzionale con l’Azienda Speciale Consortile Cava–Costa d’Amalfi. Il sindaco Michele Siravo ha infatti inviato, come scrivevamo in precedenza, una diffida formale al Presidente del Consiglio di Amministrazione dell’ASCCCA, il dottore Napoleone Cioffi (nella foto sotto), dopo oltre un mese di silenzio sulla richiesta di accesso agli atti presentata il 15 dicembre 2025.
Una nota dura, trasmessa via PEC anche al Prefetto di Salerno, agli altri membri del CdA, al Presidente dell’Assemblea Consortile e al Revisore dei Conti, che denuncia l’assenza totale di riscontro a una domanda che, per legge e per Statuto, dovrebbe essere evasa senza indugio.
Siravo ricorda infatti che la sua istanza chiedeva due elementi fondamentali: l’elenco completo degli atti e delle comunicazioni registrate dall’Azienda dalla sua costituzione e tutti i verbali del Consiglio di Amministrazione con i relativi allegati. Documenti che l’art. 43 del TUEL riconosce come immediatamente accessibili agli amministratori locali, senza margini di discrezionalità, e che lo Statuto dell’ASCCCA garantisce agli enti aderenti come parte integrante del diritto di controllo.
Il Sindaco sottolinea che, in assenza di un Direttore Generale e di una struttura amministrativa autonoma, la responsabilità della trasparenza e del corretto funzionamento dell’Azienda ricade direttamente sugli organi di amministrazione, e in particolare sul Presidente Cioffi, quale legale rappresentante.
Il protrarsi del silenzio, si legge nella diffida, costituisce una violazione dei principi di trasparenza, correttezza amministrativa e leale collaborazione, oltre a ostacolare l’esercizio delle funzioni di vigilanza connesse al mandato elettivo. Da qui la decisione di formalizzare una diffida vera e propria: Siravo chiede che la documentazione venga trasmessa entro cinque giorni dal ricevimento della comunicazione, avvertendo che la mancata risposta potrebbe integrare gli estremi dell’art. 328, comma 2, del Codice penale, relativo al rifiuto o all’omissione di atti d’ufficio.
Il Comune di Atrani, in caso di ulteriore inerzia, si riserva di rivolgersi a tutte le sedi competenti, comprese Prefettura e Corte dei conti, per la tutela delle prerogative istituzionali e per l’accertamento di eventuali responsabilità. Una presa di posizione netta, che mette al centro il tema della trasparenza e chiama direttamente in causa la guida dell’Azienda, il dottore Napoleone Cioffi, aprendo un confronto che ora investe l’intero sistema consortile.








