Cava de’ Tirreni, la Lectura Dantis Metelliana riflette sulla figura di S. Francesco nel Paradiso di Dante
L’esempio di San Francesco restituisce dignità alla povertà, che non viene intesa come semplice privazione, ma come un’espressione autentica di amore, una scelta libera e profonda
Nell’ambito delle iniziative per l’Ottocentenario della morte di San Francesco d’Assisi, la Lectura Dantis Metelliana propone un appuntamento di particolare interesse culturale: una Lectio Magistralis tenuta dal Prof. Luca Marcozzi, Ordinario presso l’Università Roma Tre.
L’incontro si terrà stasera, martedì 6 ottobre, alle ore 20.30, presso la Sala Cenacolo del Convento di San Francesco e Sant’Antonio e rappresenterà un’occasione per riflettere sulla figura del Santo d’Assisi e sul ruolo che assume nel Paradiso della Divina Commedia. Dante Alighieri infatti, dedica al Santo uno dei passaggi più celebri dell’opera dantesca: “nacque al mondo un sole” nel quale Francesco viene presentato come una figura capace di illuminare spiritualmente il mondo, incarnando i valori della povertà, semplicità e amore per il prossimo. Attraverso la figura retorica della personificazione, la “Povertà” (non a caso Dante usa il maiuscolo) assume tratti umani e diventa la sposa di San Francesco: “Francesco e Povertà per questo amanti”. Lei, che per lungo tempo era stata abbandonata ed evitata da tutti, viene riscoperta dall’amore del Santo che sceglie di unirsi a lei in un simbolico matrimonio: “e dinanzi alla sua spiral corte et coram patrem le si fece unito”.
L’esempio di San Francesco restituisce dignità alla povertà, che non viene intesa come semplice privazione, ma come una testimonianza d’amore, una scelta radicale e consapevole di libertà e di vicinanza verso gli ultimi. Il “poverello” di Assisi, nato in una famiglia agiata, si spoglia materialmente di tutti i suoi averi e rinuncia alle ricchezze terrene, abbracciando una vita basata sull’umiltà, semplicità e carità.
Alla luce di questa prospettiva, la Lectio Magistralis del Prof. Marcozzi sarà quindi un momento proficuo di riflessione e un’occasione per riscoprire il significato autentico della ricerca della felicità e del valore della povertà che San Francesco ha saputo incarnare.








