Cava de’ Tirreni, IL VIAGGIO DELLE IDEE: ieri l’evento con il prof. Antonio De Simone sul ruolo e l’importanza della ricerca archeologica nello sviluppo del territorio
Con grande semplicità e chiarezza espositiva, il prof. De Simone ha illustrato ai numerosi giovani studenti metelliani il fascino e l’importanza dell’archeologia, evidenziando come i risultati di uno scavo contribuiscono alla ricostruzione di una identità territoriale
Il secondo appuntamento della sesta edizione de Il Viaggio delle Idee, che si è tenuto ieri mattina presso l’Aula Magna del Liceo Classico “Galdi” di Cava de’ Tirreni, ha avuto come protagonista il professore Antonio De Simone, Archeologo e docente presso l’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa di Napoli, sul tema La ricerca archeologica come contributo allo sviluppo integrale di un territorio. Lo scavo della villa romana a Somma Vesuviana.
“Della Corte fece il primo intervento, diede il via allo scavo nel 1929”, ha esordito il prof. De Simone ricordando la figura dell’archeologo cavese Matteo Della Corte.
“Pompei ed Ercolano -ha spiegato poi De Simone- sono considerevoli perché hanno lasciato una fotografia importante del tempo, ma non erano città importanti all’epoca. Più considerevoli erano Neapolis e Nola, due città molto antiche e di grande rilevanza. L’attenzione si è catalizzata su Pompei ed Ercolano, ma il territorio interno cosa può raccontare del mondo antico? Per questo, la mia attenzione si è spostata nel nord, a Somma Vesuviana, in una zona dove mai nessuno ha lavorato”.
Con grande semplicità e chiarezza espositiva, il prof. De Simone ha illustrato ai numerosi giovani studenti metelliani il fascino e l’importanza dell’archeologia, evidenziando come i risultati di uno scavo contribuiscono alla ricostruzione di una identità territoriale.
“Un archeologo -ha chiarito- ha la possibilità di ricostruire la storia attraverso la materia. Ciò regala emozioni incredibili: quando si arriva alla base di uno scavo si ha coscienza di essere il primo uomo che la calpesta dopo migliaia di anni. Ci si sente un po’ come Neil Armstrong, quando mise piede sul suolo della Luna”.
A colloquiare con il prof. De Simone è stato l’avvocato amministrativista e docente universitario in materia di giustizia amministrativa e contabile Francesco Accarino, che con Silvia Lamberti, giornalista e presidente dell’associazione Comunicazione & Territorio, hanno coordinato un vero e proprio pool di giornalisti in erba, formato appunto da studentesse e studenti guidati dalle docenti e dai docenti degli istituti superiori cavesi partner della manifestazione.
Sollecitato dalle domande degli studenti, il prof. De Simone ha affermato che “il turismo contribuisce al miglioramento dell’ambiente antropizzato. Gli archeologi scrivono la storia antica e il loro lavoro contribuisce al turismo anche in zone meno note, alleggerendo la pressione in altri siti sovraffollati”.
“Il cantiere di uno scavo -ha poi ricordato- è una comunità. Si vive insieme, si mangia insieme e si ricevono molti stimoli dagli studenti”.
Per il prof. De Simone è stata poi l’occasione per fare un cenno al film “Sotto le nuvole” del regista Gianfranco Rosi presentato lo scorso anno alla 82ª Mostra del Cinema di Venezia e vincitore del Premio Speciale della Giuria. Si tratta di un documentario, in bianco e nero, girato per tre anni nell’area vesuviana che esplora la vita alle pendici del Vesuvio e include riprese con scene significative alla Villa Augustea di Somma Vesuviana, focalizzandosi sugli scavi archeologici e la memoria del territorio.
In un passaggio finale del suo intervento, rispondendo ad una delle tante domande degli studenti, il prof. De Simone ha tenuto a precisare che “la curiosità è la molla di tutto. Archeologia e curiosità sono due realtà intimamente collegate”. Rivolgendosi, infine, a mo’ di invito agli studenti: “Noi archeologi siamo come i contadini che piantano semi, sapendo che saranno altri a raccogliere i frutti”.
Ad aprire e chiudere l’evento è stata la prof.ssa Maria Alfano, dirigente scolastica dell’IIS “De Filippis – Galdi”, che ha poi omaggiato il prof. Antonio De Simone del guidoncino dell’Istituto da lei diretto.

























