Trump lancia il Board
A Davos Donald Trump presenta il nuovo Board di Pace, organismo alternativo all’ONU per gestire la tregua a Gaza. L’iniziativa divide la comunità internazionale e registra l’assenza dei leader europei
Donald Trump ha presentato a Davos la Carta fondativa del nuovo Board di Pace. E’ l’organismo internazionale promosso dagli Stati Uniti per monitorare la tregua a Gaza. Oltre a dover favorire la stabilità nelle aree di crisi. Il presidente americano ha definito il progetto un’alternativa all’ONU, accusata di inefficacia. E ha rivendicato i risultati ottenuti negli ultimi mesi sul fronte umanitario e sul rilascio degli ostaggi. Alla cerimonia erano presenti leader politicamente vicini a Trump, come Javier Milei e Viktor Orbán. Quasi tutti gli altri Paesi europei hanno declinato l’invito, segnando una distanza politica evidente. Le principali potenze mediorientali hanno partecipato solo con ministri. Nessun rappresentante diretto del conflitto – incluso Benjamin Netanyahu – era presente. Jared Kushner ha illustrato un piano di ricostruzione di Gaza da 25 miliardi di dollari, con l’obiettivo di creare 500mila posti di lavoro. Trump ha inoltre accennato alla crisi iraniana, sostenendo che Teheran sarebbe pronta al dialogo. Il Board di Pace voluto da Donald Trump parte con un evidente punto debole: mancano le nazioni che contano davvero. Francia, Germania, Italia e Gran Bretagna hanno scelto di non aderire, lasciando il progetto nelle mani di leader di secondo piano, se non addirittura di terza fascia. In queste condizioni l’organismo appare fragile e poco rappresentativo, lontano dal peso politico necessario per incidere sul futuro di Gaza e sugli equilibri internazionali. Resta comunque l’auspicio che questo nuovo Board riesca almeno a produrre risultati concreti per la pace, e non si trasformi nell’ennesima occasione per favorire affari e interessi dei soliti noti.





