scritto da Pasquale Petrillo - 03 Febbraio 2026 08:54

Torino, responsabilità senza alibi

Duro intervento di Luciano Violante sugli scontri a Torino. La partecipazione di intellettuali e politici ai cortei violenti viene letta come scelta consapevole e irresponsabile

foto Giovanni Armenante

Nel dibattito sugli episodi di violenza avvenuti a Torino, l’ultima dichiarazione di Luciano Violante assume un tono particolarmente netto. Pur riconoscendo la storica tradizione di partecipazione sociale della città — dai Salesiani all’azionismo, dal socialismo al comunismo — Violante esclude qualsiasi continuità tra quella storia e le aggressioni recenti. A suo avviso, chi appartiene al mondo intellettuale o politico e sceglie di unirsi a cortei noti per degenerare in violenza non può fingere ingenuità. Le alternative, afferma, sono solo due: l’imbecillità o l’irresponsabilità, propendendo chiaramente per la seconda. In entrambi i casi, si tratta di una colpa grave, perché viene meno il dovere di prevenire e contrastare la violenza. Violante auspica quindi una risposta ferma delle forze dell’ordine e della magistratura, ma soprattutto richiama a una responsabilità morale e civile di chi, per ruolo e visibilità, dovrebbe contribuire a isolare l’eversione, non a legittimarla. Le parole di Luciano Violante rappresentano una lezione di responsabilità, serietà e onestà intellettuale. A pronunciarle è un esponente storico della sinistra, già magistrato ed ex Presidente della Camera dei deputati. Non si tratta quindi di una figura di destra, né di una voce isolata: le opinioni espresse da Violante sono in realtà più diffuse e radicate nel Paese di quanto spesso si voglia ammettere. Proprio per questo, la sinistra dovrebbe incalzare il governo Meloni sui temi della sicurezza e dell’ordine pubblico, invece di arrampicarsi sugli specchi nel tentativo di giustificare certi cortei e determinate istanze. Altrimenti è inutile lamentarsi se questo atteggiamento finisce per rafforzare, anche elettoralmente, la maggioranza di centrodestra.

Giornalista, ha fondato e dirige dal 2014 il giornale Ulisse on line ed è l’ideatore e il curatore della Rassegna letteraria Premio Com&Te. Fondatore e direttore responsabile dal 1993 al 2000 del mensile cittadino di politica ed attualità Confronto e del mensile diocesano Fermento, è stato dal 1998 al 2000 addetto stampa e direttore dell’Ufficio Diocesano delle Comunicazioni Sociali dell’Arcidiocesi Amalfi-Cava de’Tirreni, quindi fondatore e direttore responsabile dal 2007 al 2010 del mensile cittadino di approfondimento e riflessioni L’Opinione, mentre dal 2004 al 2010 è stato commentatore politico del quotidiano salernitano Cronache del Mezzogiorno. Dal 2001 al 2004 ha svolto la funzione di Capo del Servizio di Staff del Sindaco al Comune di Cava de’Tirreni, nel corso del 2003 è stato consigliere di amministrazione della Se.T.A. S.p.A. – Servizi Terrritoriali Ambientali, poi dall’ottobre 2003 al settembre 2006 presidente del Consiglio di Amministrazione del Conservatorio Statale di Musica Martucci di Salerno, dal 2004 al 2007 consigliere di amministrazione del CSTP - Azienda della Mobilità S.p.A., infine, dal 2010 al 2014 Capo Ufficio Stampa e Portavoce del Presidente della Provincia di Salerno. Ha fondato e presieduto dal 2006 al 2011 ed è attualmente membro del Direttivo dell’associazione indipendente di comunicazione, editoria e formazione Comunicazione & Territorio. E’ autore delle pubblicazioni Testimone di parte (2006), Appunti sul Governo della Città (2009), e insieme a Silvia Lamberti Maionese impazzita - Comunicazione pubblica ed istituzionale, istruzioni per l'uso (2018), Il trionfo della mediocrità (2025), nonché curatore di Tornare Grandi (2011) e Salerno, la Provincia del buongoverno (2013), entrambe edite dall’Amministrazione Provinciale di Salerno.

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