scritto da Pasquale Petrillo - 01 Gennaio 2026 08:52

Mattarella e la Repubblica del nuovo Rinascimento

Nel messaggio di fine anno, il Presidente Sergio Mattarella richiama il Paese alla responsabilità collettiva, alla difesa della democrazia e alla ricerca della pace come dovere morale e civile

foto Giovanni Armenante

Il Presidente Sergio Mattarella, nel suo undicesimo discorso di fine anno, ha richiamato con forza il valore della pace, definendo «ripugnante» il rifiuto di chi la nega sentendosi più forte. Ha ricordato i drammi di Ucraina e Gaza e invitato gli italiani a “disarmare le parole”, riducendo l’odio e la violenza verbale. Il messaggio si è intrecciato con le celebrazioni degli ottant’anni della Repubblica, evocata come spartiacque democratico e frutto dell’impegno di una generazione che seppe ricostruire il Paese. Mattarella ha ripercorso le grandi riforme del dopoguerra — dal Servizio sanitario allo Statuto dei lavoratori — come pilastri da preservare. Ha esortato la politica a ritrovare toni più sobri e spirito di collaborazione sui temi fondamentali. Infine, un appello ai giovani: essere esigenti, coraggiosi e protagonisti del futuro, con la stessa responsabilità di chi costruì l’Italia moderna. Un passaggio del discorso presidenziale ha colpito più di tutti.  “L’Italia della Repubblica -ha affermato Mattarella- è una storia di successo nel mondo. Possiamo e dobbiamo esserne orgogliosi. Possiamo perché questa storia è frutto del sacrificio, dell’impegno, della partecipazione di tante generazioni di italiane e italiani. Ognuno ha messo la sua tessera in quel mosaico. In ogni casa, in ogni famiglia c’è una storia da raccontare”. E’ vero, una storia di successo quella della Repubblica Italiana. La storia di un nuovo Rinascimento per il nostro Belpaese.

Giornalista, ha fondato e dirige dal 2014 il giornale Ulisse on line ed è l’ideatore e il curatore della Rassegna letteraria Premio Com&Te. Fondatore e direttore responsabile dal 1993 al 2000 del mensile cittadino di politica ed attualità Confronto e del mensile diocesano Fermento, è stato dal 1998 al 2000 addetto stampa e direttore dell’Ufficio Diocesano delle Comunicazioni Sociali dell’Arcidiocesi Amalfi-Cava de’Tirreni, quindi fondatore e direttore responsabile dal 2007 al 2010 del mensile cittadino di approfondimento e riflessioni L’Opinione, mentre dal 2004 al 2010 è stato commentatore politico del quotidiano salernitano Cronache del Mezzogiorno. Dal 2001 al 2004 ha svolto la funzione di Capo del Servizio di Staff del Sindaco al Comune di Cava de’Tirreni, nel corso del 2003 è stato consigliere di amministrazione della Se.T.A. S.p.A. – Servizi Terrritoriali Ambientali, poi dall’ottobre 2003 al settembre 2006 presidente del Consiglio di Amministrazione del Conservatorio Statale di Musica Martucci di Salerno, dal 2004 al 2007 consigliere di amministrazione del CSTP - Azienda della Mobilità S.p.A., infine, dal 2010 al 2014 Capo Ufficio Stampa e Portavoce del Presidente della Provincia di Salerno. Ha fondato e presieduto dal 2006 al 2011 ed è attualmente membro del Direttivo dell’associazione indipendente di comunicazione, editoria e formazione Comunicazione & Territorio. E’ autore delle pubblicazioni Testimone di parte (2006), Appunti sul Governo della Città (2009), e insieme a Silvia Lamberti Maionese impazzita - Comunicazione pubblica ed istituzionale, istruzioni per l'uso (2018), Il trionfo della mediocrità (2025), nonché curatore di Tornare Grandi (2011) e Salerno, la Provincia del buongoverno (2013), entrambe edite dall’Amministrazione Provinciale di Salerno.

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