Cuore danneggiato in viaggio
Il cuore destinato a un bimbo di due anni sarebbe stato compromesso durante il trasporto da Bolzano a Napoli. I Nas indagano sull’uso di ghiaccio secco che potrebbe aver “bruciato” l’organo
Nell’apprendere i dettagli sul cuore espiantato a Bolzano e destinato a un trapianto urgente per un bambino di due anni e tre mesi a Napoli, lo sconcerto cresce. Secondo le prime ipotesi investigative, l’organo sarebbe stato trasportato in un comune contenitore frigo in plastica, ora sotto sequestro. Poi conservato con ghiaccio secco, che raggiunge temperature fino a -80°C. Una scelta che potrebbe aver causato danni irreversibili al cuore. I medici del Monaldi, che hanno eseguito il trapianto il 23 dicembre, hanno poi definito questo cuore “bruciato”. I carabinieri del Nas stanno ricostruendo ogni passaggio della catena di trasporto e conservazione per individuare eventuali responsabilità. Il piccolo è ancora in coma farmacologico e non è certo che potrà affrontare un nuovo trapianto. Resta una domanda inevitabile: come può accadere un errore tanto grave in un intervento che richiede competenze altissime e procedure rigidissime? Una superficialità simile è inammissibile. L’auspicio è che questa vicenda di malasanità trovi l’unico epilogo possibile: salvare il bambino e punire con severità chi ha sbagliato.





