scritto da Redazione Ulisseonline - 13 Febbraio 2026 14:32

Sanità in Campania, Marino (Ugl Salute): “Un milione e mezzo di cittadini rinuncia alle cure. È emergenza sociale, servono interventi immediati”

Secondo l'Ugl Salute Campania, le cause sono strutturali e ormai note: l'utilizzo adeguato del personale sanitario, il blocco o i ritardi nelle assunzioni, il sovraccarico delle strutture pubbliche, la crescente migrazione verso il privato e un’insufficiente programmazione territoriale

“I dati emersi dall’indagine commissionata da Facile.it a mUp Research fotografano una realtà drammatica: in Campania nel 2025 un milione e mezzo di cittadini ha rinunciato alle cure per motivi economici o per le liste d’attesa troppo lunghe. Non siamo più davanti a semplici criticità organizzative, ma a una vera e propria emergenza sociale”.

È quanto dichiara Gerardo Marino, segretario regionale Ugl Salute Campania, commentando i numeri che evidenziano come oltre un paziente su due abbia dovuto fare i conti con le cosiddette “liste d’attesa chiuse”, senza nemmeno la possibilità di prenotare una prestazione sanitaria.

“Il dato che più ci allarma – prosegue Marino – è quello relativo ai 180mila cittadini costretti a ricorrere a prestiti, con una media superiore ai 5.000 euro, pur di potersi curare. È inaccettabile che nel 2026 il diritto alla salute, sancito dall’articolo 32 della Costituzione, sia subordinato alla disponibilità economica o alla possibilità di indebitarsi”.

Secondo l’Ugl Salute Campania, le cause sono strutturali e ormai note: l’utilizzo adeguato del personale sanitario, il blocco o i ritardi nelle assunzioni, il sovraccarico delle strutture pubbliche, la crescente migrazione verso il privato e un’insufficiente programmazione territoriale.

“Problemi organizzativi e funzionali – sottolinea Marino – generano inevitabilmente l’allungamento delle liste d’attesa.dell’Ugl Salute Campania chiede con urgenza un piano straordinario per lo sblocco immediato delle liste d’attesa chiuse, maggiori risorse per la medicina territoriale e la prevenzione, un monitoraggio trasparente dei tempi di erogazione delle prestazioni e misure di sostegno per le fasce economicamente più fragili.“Se un milione e mezzo di persone rinuncia a curarsi – conclude il segretario regionale – significa che il sistema sta perdendo la sua funzione pubblica e universale. Come Ugl Salute continueremo a denunciare le criticità e a proporre soluzioni concrete, ma è necessario che la Regione Campania apra immediatamente un tavolo di confronto con le organizzazioni sindacali. La salute non può diventare un lusso”.

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