scritto da Redazione Ulisseonline - 25 Febbraio 2015 10:22

SVALUTATION Le riforme a rischio

Sono oltre 40 gli articoli della Costituzione nel cantiere delle riforme.

Al loro restyling hanno lavorato scalpellini del PD, di FI ed NCD. Dopo la rottura del “patto del Nazzareno” Matteo Renzi ha detto di non avere alcuna intenzione di chiudere il cantiere e di proseguire anche senza l’apporto degli operai di Silvio Berlusconi.

Le materie in discussione già trattate nelle precedenti legislature, in parte, non sono arrivate in porto e per altre parti sono state oggetto di referendum popolare. Quest’ultimo è uno scoglio prevedibile qualora ciascuna delle Camere non riesca ad esprimere, in seconda lettura, una votazione favorevole da parte dei 2/3 dei propri componenti. Si tratta di un traguardo non a portata di mano, permanendo le posizioni assunte, con pubbliche dichiarazioni, dai rappresentanti delle forze politiche presenti in Parlamento.

Sulle riforme Silvio Berlusconi ha consumato la sua parabola politica, così come Matteo Renzi si gioca la propria credibilità. Vien da chiedersi come mai non ha funzionato il “patto” tra i due? Si sono intesi sulle riforme come un “brand” promozionale: ciascuno per la propria “ditta”.

Prescindendo dai contenuti, qualcuno (o entrambi) ha bluffato o no? Stizzito, Renzi è intenzionato a far valere il vecchio adagio “chi fa da sé, fa per tre”, sfidando anche i contestatori del suo partito.

Ma dietro l’angolo c’è il rischio che qualcuno gli ricordi un altro adagio: “la superbia va a cavallo e torna a piedi”.

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